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Cheese 2007

Nel giorno di apertura di Cheese, una buona notizia dalla Francia sugli OGM

Le Monde: «La Francia si orienta per la fine delle colture ogm»

© SLOWFOOD.it - Pubblicata il 21/09/2007

 
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Il primo atto in programma per l'apertura di Cheese stamattina era la conferenza stampa di Marie Hélène Aubert, vice presidente del guppo Verdi al Parlamento Europeo, membro della Commissione agricoltura e relatrice sul tema del biologico, intitolata Ogm, un conflitto in corso: a Cheese una voce dal Parlamento Europeo.

Per singolare coincidenza, il prestigioso quotidiano francese Le Monde titolava nell'edizione serale di ieri "La Francia si orienta per la fine delle colture ogm".
E' stato questo ovviamente l'argomento del giorno.

Roberto Burdese,presidente di Slow Food Italia, ha illustrato le ragioni della convinta partecipazione dell'associazione all'iniziativa ItaliaEuropa -Liberi da ogm, la coalizione che riunisce 28 organizzazioni italiane, impegnata a raccogliere tre milioni di firme attraverso un referendum propositivo per ribadire la centralità del settore agroalimentare nel modello di sviluppo sostenibile libero da colture ogm.
«Ragioni che - ha voluto sottolineare Roberto Burdese - non sono assolutamente di ordine ideologico, ma pratico, economico, culturale e sociale».

Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food, si è detto molto felice della decisione francese, annunciata dal Ministro dell'ambiente, dello sviluppo e della pianificazione sostenibile Jean-Louis Borloo. «La notizia della presa di posizione della Francia sugli ogm è uscita proprio in concomitanza dell'apertura di Cheese, manifestazione che si svolge in Piemonte. Una regione molto vicina geograficamente e culturalmente alla Francia. Una felice coincidenza, dal momento che il Piemonte già negli anni dell'amministrazione Ghigo aveva preso una posizione non facile ma netta contro gli ogm. Questi di oggi sono segnali incoraggianti e confido che la battaglia delle Regioni e Nazioni europee contro le colture geneticamente modificate potrà giungere al successo».

L'europarlamentare Aubert ha sottolineato: «Nonostante la decisione della Francia ci renda fiduciosi, non bisogna assolutamente abbassare la guardia. Fondamentale la pressione di tutti i cittadini europei nei confronti dei loro governi perchè questi adottino legislazioni rigidamente limitanti l'introduzione di coltivazioni gm, soprattutto riguardo al difficile problema della coesistenza. Sarebbe auspicabile che l'Unione Europea tenesse conto delle opinioni dei suoi cittadini e dei suoi eletti in Parlamento per adottare una normativa comune».

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