| Agrifood | ![]() |
BonTÃ | ![]() |
Cheese | ![]() |
CIBUS TEC | ![]() |
CIBUS | ![]() |
Grapperie Aperte | ![]() |
Gusto Balsamico | ![]() |
MIA Rimini | ![]() |
Salone del Vino | ![]() |
Vinitaly |
© SLOWFOOD.it - Pubblicata il 07/10/2007
Facendo proprio lo spirito della settimana della pace inaugurata lo scorso 1 ottobre e che culmina oggi con la marcia Perugia-Assisi, anche Gusto Balsamico ha dato vita a un interessante appuntamento conviviale che ha focalizzato l’attenzione sulla difficile situazione israelo-palestinese.
Moshe Basson, israeliano nato in Iraq, appassionato studioso della cucina biblica premio Artusi 2006, e Odeah Abu Elhawa, palestinese del Seven Arches Hotel on Mount of Olives di Gerusalemme, entrambi membri di Chefs for peace, associazione che unisce cuochi israeliani e palestinesi hanno realizzato un menù a quattro mani.
I due cuochi sono convinti che il cibo sia uno strumento utile a costruire concretamente
la pace e scoprire culture diverse. «Il cibo è portatore della prima forma di comunicazione»
sostiene Moshe Basson, «il gesto di aprire la bocca accomuna il mangiare e il parlare,
e quando le persone sono sazie sono più rilassate, più disponibili al dialogo, mentre
la fame rende nervosi e violenti. In ogni epoca i popoli si sono riuniti intorno
a un tavolo per mangiare, ma anche per confrontarsi e discutere, perchè quando si
mangia insieme tutto diventa semplice, si crea un’unione che apre la mente e favorisce
il dialogo».
Non va dimenticato poi che i piatti migliori, anche quelli delle cucine regionali,
sono il risultato dell’incontro di tradizioni e saperi diversi. «L’idea di associare
la gastronomia a messaggi di pace è tutt’altro che azzardata - sottolinea Odeah
Abu Elhawa - un accostamento naturale che nasce dal lavoro di tutti i giorni. Sono
innumerevoli le cucine nelle quali cuochi di diverse etnie e religioni lavorano
gomito a gomito condividendo spazi e momenti della quotidianità . Immagini insolite
per gli occidentali poiché compaiono raramente sui mezzi di comunicazione, i quali
forniscono una visione parziale che privilegia episodi di violenza e di conflitto».
Il messaggio di cui Chefs for peace si fa promotore non trova riscontro soltanto
in Israele e Palestina ma, come avvenuto a Modena contribuisce a sensibilizzare
ai problemi mediorientali persone non coinvolte direttamente.
I due chef concordano nel credere che di pacifica convivenza dei popoli si possa
e si debba parlare, come avvenuto in Italia negli ultimi giorni in occasione della
settimana della pace e fanno i migliori auguri ai partecipanti della marcia Perugia-Assisi
e a quelli della Maratona Giovanni Paolo II, sostenuta dal Comune di Modena,
che si tiene ogni primavera in Palestina tra Gerusalemme e Betlemme. A questi eventi
di sensibilizzazione devono però seguire azioni concrete, atte ad allontanare il
pregiudizio e permettere alle persone di culture diverse di incontrarsi e dialogare.
La cena di Chefs for peace non è stato però l’unico appuntamento con cui
Gusto Balsamico ha voluto trasmettere un messaggio di pace e solidarietà . Il Laboratorio
del Gusto Uniti dal mare nostrum, oltre ad aver offerto un’imperdibile degustazione
alla scoperta dell’agrodolce, è stato un momento di approfondimento sulla cultura
di tre Paesi che si affacciano sullo stesso mare. Alle ricette preparate dal libanese
Kamal Mouzawak, fondatore di Souk El Tayeb, il primo farmers market libanese che
ha subito gravi danni durante il conflitto dello scorso anno, si sono affiancati
interventi di Lilia Zaouali antropologa storica del mondo islamico e autrice del
libro L’Islam a tavola.
E oggi è prevista la sensazionale Asta internazionale di aceto balsamico tradizionale
di Modena a sostegno di progetti di sviluppo per contadini e pescatori in Etiopia
e Mauritania.
Per maggiori informazioni: Gusto Balsamico