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© VERONAFIERE.it - Pubblicata il 20/10/2007
Verona - Innovativa formula per la seconda edizione di Agrifood, il Salone Internazionale dell’Alimentare Made in Italy in programma dal 16 al 18 novembre 2007, tre giorni per conoscere e per vendere: giorni full time dedicati alla formazione e informazione delle aziende agroalimentari espositrici, alla promozione dei propri prodotti e alla ricerca di nuovi partner commerciali tra operatori della gdo, grossisti, importatori/esportatori, retailer, horeca provenienti dai mercati di maggiore interesse e più alto potenziale, invitati con azioni mirate.
«Viene così confermata l’azione di Veronafiere, che rappresenta il 40% dell’offerta fieristica del settore agroalimentare con un know how specifico e di alto livello - afferma Giovanni Mantovani, direttore generale dell’Ente.
«Da anni – prosegue Mantovani -, la nostra mission è quella di essere un sistema integrato a sostegno delle imprese, con un’offerta di servizi ed opportunità che non smentisce, anzi rafforza il nostro importante ruolo di vetrina commerciale; vetrina man mano rinnovata puntando al business internazionale, anche con attività di direct marketing coordinate con le aziende espositrici».
Il cambiamento rispetto alla prima edizione di Agrifood nel 2005 è totale. Nonostante
l’enorme successo riscosso dalla manifestazione, in due anni lo scenario si è evoluto,
mettendo la filiera agroalimentare italiana di qualità di fronte alla necessitÃ
di diventare un sistema più competitivo. La concorrenza internazionale lo impone,
perché alle imprese nazionali non basta il prestigio che il made in Italy riscuote
all’estero per dirsi vincente.
Infatti, a guadagnare di più dall’immagine dei nostri prodotti sono altri, visto
che il mercato mondiale delle imitazioni è stimato pari a 50 miliardi di euro, contro
i 16,7 miliardi raggiunti dal nostro export alimentare nel 2006.
La nuova formula di Agrifood, con workshop su comunicazione e marketing, internazionalizzazione
e servizi disponibili, nuovi canali distributivi, ma anche financing, copertura
dei rischi e contatto con potenziali clienti, arriva in un momento particolarmente
importante per il settore alimentare italiano. La produzione è in crescita (110
miliardi il fatturato nel 2006, +2,8% sull’anno precedente) e le esportazioni sono
aumentate del 10% sul 2005. Quest’ultimo risultato, il migliore dell’ultimo decennio,
ha portato l’incidenza dell’export sul fatturato totale al 15,2%.
Ma per raggiungere la media europea del 18% o il 20% della Francia e il 22% della
Germania serve una marcia in più e «Agrifood – dice Mantovani – vuole essere un
propulsore, ponendosi come integratore di sistema dell’intera filiera agroalimentare».
Parnter per la formazione declinata negli workshop sono Mc Cann Erickson, Unicredit
Banca d’Impresa e Arthur D. Little, COFACE, ISA rispettivamente per la comunicazione,
la consulenza finanziaria e l’internazionalizzazione delle pmi; per parlare di acquisizione
e fusione di imprese è presente Arner Banking Corporation, una delle banche d’affari
più dinamica sul mercato europeo; infine per quanto riguarda la diversificazione
distributiva, Nestlè Food Services e la società Theorema portano il loro contributo
di conoscenze ed esperianza.
Verrà inoltre presentato lo studio commissionato a Nomisma, pensato per offirre
un’analisi del made in Italy alimentare nel contesto internazionale e sulle dinamiche
e le strategie possibili a breve e medio termine.
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