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45ª Edizione di Fieravicola, Fiera di Forlì, 26 - 29 settembre 2007

Micro-organismi in aiuto dei polli da carne

I cosiddetti ‘probiotici’ possono essere una valida alternativa ai tradizionali medicinali nella cura di certe malattie

© AGENZIAPRIMAPAGINA.it - Pubblicata il 20/10/2007

 
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“Il successo della produzione avicola in allevamento dipende dal rapporto alimentazione/malattie, ma, al diminuire dei principi attivi utilizzabili come medicinali, occorre trovare sostanze alternative che aiutino a prevenire e curare le malattie intestinali dei polli”.

Così si è espresso Alessandro Zampagna, direttore di Centuria Rit, durante il convegno organizzato a Fieravicola in collaborazione con Università di Bologna, l’Istituto di zootecnia, Disa, Assoavi, Fiera di Forlì e il contributo della Camera di Commercio.
“Le leggi sulla sicurezza alimentare emanate dall’Unione europea – ha spiegato Zampagna – vanno a limitare l’impiego di molti medicinali. Per questo occorre sperimentare sostanze alternative come i probiotici”.

Se un pollo sta bene, allora ingrassa meglio e più velocemente. E per prevenire le malattie intestinali, i probiotici e gli acidi organici stanno dando ottimi risultati. Lo ha confermato il professor Gerardo Manfreda, dell’Università di Bologna. “I probiotici sono microorganismi che possono essere utilizzati nell’alimentazione animale. Si tratta di batteri delle famiglie Bacillus, Enterococcus, Lactobacillus, Pediococcus, Streptococcus. Altri probiotici sono funghi microscopici o ceppi di lieviti”.

Alcuni preparati contenenti probiotici sono già utilizzabili, mentre altri sono in via di approvazione. Gli allevatori aspettano con ansia il via libera in quanto la ricerca ha dimostrato che i microrganismi probiotici contrastano la proliferazione di batteri dannosi, stimolano la risposta immunitaria dell’intestino, migliorano e stabilizzano la funzione di barriera intestinale.
“Abbiamo verificato – ha aggiunto Manfreda – un discreto aumento di peso dei capi alimentati con l’aggiunta di certi probiotici rispetto ai testimoni. E,in taluni casi, anche una miglior resa per alcuni tagli particolari. Ciò è una diretta conseguenza del miglior stato sanitario degli animali trattati con probiotici”.

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