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Dal Salone del Vino di Torino le nuove tendenze

“Sul vino il consumatore torna alla tradizione”

Protagonisti i vini autoctoni

© Paola Monti - Pubblicata il 29/10/2007

 
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Si chiude oggi, a Torino, la sesta edizione del Salone del Vino, che riunisce produttori, esperti, appassionati e semplici consumatori provenienti dall’Italia e non e dal quale emergono le nuove tendenze in fatto di consumi.

Gli esperti, infatti, hanno rilevato che si sta tornando al consumo di “bottiglie più tradizionali con un equilibrato rapporto tra prezzo e qualità” ed il prezzo di una buona bottiglia, secondo gli italiani, si colloca intorno ai quattro euro, superando raramente i dieci.
“Si sta recuperando il rito familiare tipico dello stile mediterraneo – continuano gli esperti del settore - e caratterizzato dall'abbinamento con la cucina tradizionale. La scelta cade quindi su vini più fini, di minore struttura, di grado alcolico più contenuto”.
Le preferenze degli italiani, poi, si concentrano sui vini autoctoni, mentre la maggior parte dei “top wines” (l’eccellenza della produzione del Belpaese) è indirizzata all’esportazione.

E proprio i vini autoctoni sono stati protagonisti di questa edizione del Salone, con una selezione di 120 varietà italiane: “Sono vitigni rari o poco diffusi, rappresentati qui al Lingotto da 220 vini – ha spiegato a Reuters il presidente dell'associazione nazionale di consumatori turisti del vino "Go Wine", Massimo Corrado, sottolineando che si tratta di una selezione che “mira a comunicare questa varietà del vitigno italiano, tenendo conto che non sono intenzionalmente rappresentate le varietà più note e diffuse come sangiovese, nebbiolo, aglianico”.
La scelta di puntare sui vini autoctoni, certo, premia, ma la strada non è semplice: “Oggi sono pochi quelli che hanno successo, come il Brunello di Montalcino", ha spiegato il presidente del Ceev, Gallarino Gancia, aggiungendo che “tutti i nuovi o i piccoli autoctoni devono essere comunicati e spiegati”.
Al Salone del Vino, tuttavia, non è protagonista solo il bere, ma anche la “consapevolezza del consumo responsabile”, che, come rimarcato dagli organizzatori, riguarda l’82% degli italiani.

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