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© CONFAGRICOLTURA.it - Pubblicata il 09/11/2007
“Il rapporto tra l’Italia e la Romania nel settore agricolo è un dato di fatto, gli ultimi episodi di carattere sociale non hanno affatto turbato quanto è stato costruito in questi anni ed i progetti futuri di collaborazione, e ci auguriamo che ciò non avvenga in alcun modo. Anzi, i segnali che arrivano dalla bilancia commerciale ci convincono sempre più dell’opportunità di consolidare la nostra presenza in Romania e di incrementare l’attività rivolta alla internazionalizzazione delle imprese”. Lo ha detto il direttore generale di Confagricoltura, Vito Bianco, a conclusione del convegno “La filiera agroalimentare nello sviluppo dell’agricoltura in Romania”, organizzata da Unimpresa Romania, alla fiera Indagra, a Bucarest.
“Il Paese ha enormi potenzialità agricole – ha detto Bianco - in cui noi per primi crediamo. Non a caso già operano in Romania, con successo, tanti imprenditori italiani che hanno saputo trasferire e mettere a frutto il know how, le capacità tecniche ed organizzative che caratterizzano le nostre aziende e le nostre produzioni”.
Il direttore generale della Confagricoltura si è soffermato sul ruolo dell’agricoltura, che in Romania conta per ben l’8% del Pil.
“C’è bisogno di un salto di qualità – ha detto - che il Paese agricolo può e deve fare, anche con il contributo positivo dell’Europa e della Pac, che deve rimanere forte, non fosse altro che per venire incontro agli evidenti bisogni dei nuovi Paesi aderenti”.
Segnali ci sono già. La struttura aziendale cresce e si dimensiona su livelli competitivi e la Pac, da quest’anno, fornirà il suo supporto che, da qui al 2013, significherà 8 miliardi di euro per lo sviluppo rurale (una cifra praticamente analoga a quella a disposizione dell’Italia; cui si affiancano altri 3 miliardi circa di cofinanziamento nazionale) e 4,3 miliardi di euro per i pagamenti diretti (disponibili solo gradatamente con il phasing in stabilito in sede di adesione).
|
|
Miliardi di euro |
|
Pagamenti diretti* |
4,273 |
|
Sviluppo rurale** |
8,022 |
|
Totale |
12,295 |
* assegnazioni per i periodo 2008-2013
** a questa somma si aggiunge il cofinanziamento nazionale
per ulteriori 3 miliardi di euro nel periodo 2007-2013
“Sono risorse importanti – ha detto Bianco - che è essenziale utilizzare bene. Soprattutto per quell’obiettivo di ammodernamento delle filiere che costituisce poi la vera chiave di volta dell’economia agricola del Paese”.
Questo quadro di riassetto e di rilancio dell’agricoltura rumena non può che interessare l’Italia e la classe imprenditoriale agricola affacciatasi, non a caso, su questa realtà da alcuni anni, anche con l’importante contributo di Unimpresa Romania.
Confagricoltura, con l’aiuto del ministero del Commercio Internazionale, con cui ha siglato il primo accordo di settore, ha già sviluppato iniziative concrete in Romania, dove è presente con 100 imprese importanti che investono in 100mila ettari e che aderiscono a Unimpresa Romania.
Confagricoltura è particolarmente fiera di questo processo, che ha permesso di esportare il modello agricolo ed organizzativo italiano. E sta pensando a tre ulteriori iniziative, da realizzare nei prossimi due anni, in collaborazione con l’Ice ed in particolare:
uno sportello informativo per le imprese che serva ad orientare nelle attività di internazionalizzazione;
missioni imprenditoriali di settore;
eventi promozionali del Made in Italy agroalimentare.
Per ciò che riguarda l’interscambio commerciale, il “made in Italy” gode in Romania di un’immagine di altissima qualità. Il mercato dei beni di consumo, dove la presenza italiana è notevole, in particolare per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, assumerà un maggiore interesse nel breve-medio termine.
Recenti dati ISTAT, infatti, segnalano, nel 2006, un saldo import-export tra Italia e Romania del +18.445.246 euro. E nei primi sette mesi del 2007, si conferma questa tendenza, anche se in maniera più contenuta.
Di qui l’interesse delle imprese di Confagricoltura a cercare in questo Paese nuovi sbocchi di mercato e ad offrire Know how in grado di far crescere e progredire tutto il sistema di imprese della Romania.
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