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© VERONAFIERE.it - Pubblicata il 17/11/2007
Il libro di Licia Granello vuole ricordarci come il ritmo delle stagioni influisca sulla bontà dei prodotti, ma anche sul nostro organismo, il consiglio è di prenderci il tempo di ascoltare le esigenze del nostro corpo, di leggere le etichette di quello che compriamo, di chiedere informazioni, ma anche di riprenderci la libertà di dire che quello che mangiamo non è buono, al di là delle mode del momento.
Verona - “Guastarci stomaco e palato sta diventando uno dei nostri sport
preferiti”, lo dice Licia Granello, giornalista di Repubblica, nel suo libro Mai
fragole a dicembre, presentato oggi ad Agrifood alla presenza del sottosegretario
alle politiche agricole Guido Tampieri.
Con questo libro, l’autrice intende rimettere ordine nelle nostre conoscenze sui
cibi che mangiamo, spiegandoci come le serre prima, gli allevamenti intensivi poi,
giù giù fino alla globalizzazione delle merci, hanno spezzato il nostro rapporto
tradizionale con le stagioni e con la produzione degli alimenti e aumentato a dismisura
i livelli di inquinamento, a causa delle decine di migliaia di chilometri che separano
luoghi di produzione e luoghi di consumo.
“Dobbiamo e possiamo scegliere – ha detto Licia Granello – i prodotti legati alle
stagioni, perché sono quelli che ci garantiscono le proprietà nutrizionali necessarie
nei giusti periodi dell’anno. Non è possibile vedere sulle tavole a Milano, per
esempio, gli asparagi in questa stagione. Arrivano dal Sud America, sono pieni di
conservanti e il nostro organismo non ha bisogno in questo periodo dell’anno di
depurarsi, ma piuttosto di accumulare energie e calorie per affrontare l’inverno”.
Per questa ragione – ha continuato Licia Granello – “c’è la possibilità di mangiare
meglio e soprattutto in modo sano. Occorre essere vigili e informarsi senza accettare
quello che ci propina la moda del momento”.
Il sottosegretario Tampieri ha ricordato, da parte sua, come la politica di governo
non solo possa, ma debba essere ispirata da contributi culturali come quelli espressi
nel libro di Licia Granello. “Sono convinto – ha detto Tampieri – che oggi nel mondo
ci siano due esigenze specifiche: da una parte occorre pensare a sfamare una popolazione
mondiale che tra 20 anni sarà di 8 miliardi di persone e che quindi ha una domanda
di prodotti alimentari che si può dire inclusiva; mentre dall’altra nelle società
più evolute e benestanti vi è una domanda più esclusiva, che tende a valutare i
prodotti secondo una scala di valori maggiormente legata all’origine e alla qualità.
Sarà comunque difficile – ha concluso Tampieri - ottenere un’uguaglianza alimentare”.
| Data | Notizia |
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