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L’annuncio del progetto a Verona, nel corso di Fieragricola

Un marchio per gli allevatori della Pezzata Rossa per riposizionarsi sul mercato lattiero-caseario

L’Associazione nazionale della Pezzata rossa (Anapri) ricalca le orme dei «cugini» allevatori di Anarb e anticipa la nascita del marchio «Di sola Pezzata rossa», per valorizzare il latte di questi animali a duplice attitudine, allevati principalmente in montagna. L’obiettivo è migliorare il reddito in stalla e raggiungere coi prodotti la ristorazione e il trade di alto profilo

© VERONAFIERE.it - Pubblicata il 08/02/2008

 
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Verona - Per gli allevatori della Pezzata rossa italiana si apre una nuova possibilità di marketing, grazie al marchio «Di sola Pezzata rossa», ormai in rampa di lancio, l’obiettivo dell’Associazione nazionale Pezzata rossa (Anapri) è quello di trasformare il latte, partendo appunto da una produzione «mono-razza», per valorizzare produzioni e redditi degli allevatori.

Lo annuncia a Fieragricola 2008 il responsabile del settore tecnico dell’associazione, Giacomo Menta, che parte da un’analisi incontrovertibile. «Il latte della Pezzata rossa – spiega Menta – ha un elevato contenuto di proteine e grasso, e soprattutto, avendo una bassa concentrazione di cellule somatiche ha una resa elevata quando viene lavorato per la produzione casearia».
I formaggi della Pezzata rossa caratterizzano un po’ tutta la Penisola italiana, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia (dove si trova la più alta concentrazione di vacche di Pezzata rossa e la sede nazionale di Anapri).
«Attraverso il marchio – prosegue Menta – puntiamo così a utilizzare il nostro latte in via esclusiva, senza che questo venga utilizzato per «tagliare» le produzioni di vacche di altre razze».

Allevamento, produzione e trasformazione (rigorosamente a latte crudo) saranno controllati e certificati, mentre i canali commerciali privilegiati, annuncia Menta, saranno la ristorazione di qualità e le «boutique dei formaggi».
La strada che l’Anapri (Associazione nazionale Pezzata rossa) intende perseguire è già stata battuta dai «colleghi» allevatori della razza Bruna, che ormai da due anni sono scesi in campo col marchio «disolabruna», per la certificazione delle stalle e del latte prodotto. «Attualmente contiamo oltre 30 soci – spiega il direttore di Anarb, Enrico Santus – la maggior parte dei quali sono caseifici. In prospettiva dovremmo avere una forte adesione da parte degli allevatori, soprattutto quando avremo definito il disciplinare tecnico, in fase di ultimazione».

A livello numerico, sono 54mila i capi di Pezzata rossa allevati in Italia e sottoposti ai controlli funzionali dell’Aia (Associazione italiana allevatori): 49mila sono a duplice attitudine (per la produzione di latte e di carne), mentre 5mila sono esclusivamente destinati alla produzione di carne. La produzione media di latte della razza è di 6,65 tonnellate per capo all’anno. La dimensione media degli allevamenti è estremamente contenuta e conta 11 vacche per stalla, mentre per il 60% le stalle sono localizzate in aree di montagna.

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