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Pesca: Al Mediterranean Seafood Exposition di Rimini

Le imprese con il marchio del Prodotto Certificato Alto Adriatico istituito dalla Regione Emilia-Romagna

L'assessore Campagnoli: «Mse tiene a battesimo la partenza ufficiale del marchio del pesce adriatico. Raggiunto un obiettivo importante, abbiamo unito una filiera di imprese dalla pesca alla distribuzione, che vale 1 miliardo di fatturato»

© REGIONE.EMILIA-ROMAGNA.it - Pubblicata il 23/02/2008

 
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Bologna – All’Mse di Rimini, inaugurato questa mattina e aperto fino al 26 febbraio, si può visitare il Padiglione nel quale espongono le imprese dotate del marchio collettivo PCAA (Prodotto Certificato Alto Adriatico), voluto dalla Regione Emilia-Romagna che ne gestirà la concessione.

Il marchio che garantisce la freschezza e la qualità del pesce Adriatico con la tracciabilità del prodotto dalle barche di pesca fino alla vendita è stato riconosciuto al Ministero dal 15 febbraio.

L’assessore regionale alle Attività produttive Duccio Campagnoli ha presentato, nel corso dell’inaugurazione di Mse, il marchio e il Consorzio che si è costituito tra le prime 20 aziende della regione già pronte per la certificazione, con altre 15 aziende già candidate a partecipare al Consorzio. «Abbiamo raggiunto pienamente i risultati che ci siamo prefissi con il progetto che abbiamo presentato un anno fa proprio all’Mse di Rimini – ha sottolineato l’assessore – proprio per significare anche che Rimini con Mse rappresenta una capitale dell’economia adriatica. Con il marchio e il Consorzio uniamo la filiera di tutte le imprese più significative di pesca, lavorazione e commercializzazione del pesce della nostra regione; una filiera che vale già oltre 1 miliardo di euro.»

«La Regione – ha aggiunto Campagnoli – anche in questo modo prosegue una politica per il sostegno e la qualificazione dell’economia ittica regionale, così importante anche per l’attrattività turistica. Per il pesce di qualità, c’è uno spazio di crescita di mercato perché vi è un consumo medio di pesce di poco superiore ai 21 chilogrammi pro capite, che può e deve aumentare di molto anche perché il pesce è un elemento fondamentale per una corretta e buona alimentazione. Oggi, invece, cresce di più l’approvvigionamento dall’estero: possiamo e dobbiamo quindi valorizzare la produzione italiana, sia proveniente dall’attività di pesca e di acquicoltura, nelle quali il pesce adriatico dell’lEmilia-Romagna ha un ruolo molto importante».

La Regione all’MSE con il Padiglione B2 e il convegno sulla qualità del prodotto
La Regione Emilia-Romagna è presente all’Mse con il Padiglione B2 che ospita 35 imprese, tra cui le 20 certificate, che rappresentano la prima filiera dal pescatore al mercato ittico al ristoratore. Presso il padiglione della Regione si tengono ogni giorno degustazione del prodotto ittico alto Adriatico. Nel pomeriggio di oggi alle ore 15 nella sala Ravezzi è in programma il convegno dal titolo «Una grande filiera regionale del prodotto ittico alto adriatico» per discutere di produzione e consumo sempre più consapevole, legato al marchio collettivo garantito dalla Regione Emilia-Romagna. Intervengono Daniele Tirelli docente di pubblicità e consumi della Uilm di Milano e dell’Università di Scienze gastronomiche; Massimo Gianella del Consorzio prodotti ittici alto Adriatico; Luciano Toma direttore didattico di Alma, l’Alta Scuola di Cucina di Colorno; Stefano Trippodo direttore generale del Cermet di Bologna; concluderà i lavori l’assessore regionale Duccio Campagnoli. Al centro del convegno le problematiche del consumo di pesce nelle abitudini alimentari degli italiani e in Emilia-Romagna e le problematiche dello sviluppo della filiera.

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