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Gusto in Scena

La Ristorazione Italiana risponde a Sarkozy

A Gusto in Scena nasce un’ idea: Marcello Coronini lancia una nuova filosofia della cucina italiana…e risponde alla provocazione di Nicolas Sarkozy di chiedere che la cucina francese venga riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità

© GUSTOINSCENA.it - Pubblicata il 07/03/2008

 
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La Francia patrimonio della cucina con riconoscimento Unesco? Sarebbe come sostenere che L’Italia e la Spagna sono paesi le cui cucine non vanno prese in considerazione, non scherziamo! Marcello Coronini nel dibattito spontaneo al termine del congresso Chef in Concerto, durante Gusto in Scena, ha «lanciato» un nuovo messaggio: la cucina italiana necessita di una sua precisa identità che unisca la così detta tradizionale e quella che alimenta con una costante ricerca l’innovazione.

Ha proposto quindi un’idea che riassume i contenuti di numerosi interventi dei diversi relatori. Proporre come modello identificativo della cucina italiana le materia prima italiana di qualità di cui il nostro paese è particolarmente ricco.

«L’Italia ha una ristorazione di grande valore di cui parla tutto il mondo, ma le manca una forte identità, che hanno sicuramente i francesi e in parte gli spagnoli. Ascoltando i pareri dei diversi relatori ci siamo convinti che sia l’unico modo per affermare una identità della cucina italiana sia porre al centro della scena il prodotto di qualità italiano. Oggi la ricerca di materia prima è considerata determinante sia dai cuochi che eseguono una cucina «tradizionale», sia da chi sviluppa una cucina creativa e di ricerca. Va detto quindi che tradizione e innovazione sono molto più vicine di quanto si pensi. La tradizionale oggi si avvale di tutte le moderne tecnologie mutuate dalla cucina innovativa e ambedue, parliamo ovviamente di chi fa bene e con piacere il proprio mestiere , utilizzano solo prodotti di grande qualità, spesso provenienti dal territorio. La ricerca di materie prime di valore, anzitutto italiane, è quindi il legame fra queste due modi diversi di interpretare il gusto». A Gusto in Scena molte sono state le testimonianze di chef che hanno sposato questa nuova idea.

Fra tutti Alfonso Jaccarino, uno dei nomi più noti della ristorazione italiana. «In passato il lavoro del ristoratore era un ripiego, oggi invece è divenuta una vocazione. Tutti i giovani relatori di Gusto in Scena, che ho seguito dal primo all’ultimo giorno, hanno saputo dimostrare grande sicurezza e preparazione. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra cucina che è la più apprezzata a livello internazionale e che vede nella mediterraneità il suo punto di forza. In momenti difficili come questi abbiamo la responsabilità di difendere l’immagine del nostro Paese mostrando il meglio»

Lo stesso massimo Bottura ha giustamente vantato la sua ricerca del prodotto italiano di eccezionale qualità e ha raccontato come abitua la sua bambina a distinguere i diversi gusti. Educare i giovani al piacere del gusto è il modo per creare il piacere dell’assaggio e dello stare a tavola .

«Abbiamo grandissimi cuochi e dobbiamo difendere il territorio perché il mondo sta andando sempre più verso una massiccia globalizzazione» Herbert Hintner si è detto fiero di poter fare una cucina basata sulla qualità del prodotto di territorio e ha invitato i presenti a difendere l’italianità «oggi in otto ore si può essere dall’altra parte del mondo e la gente non vuole mangiare ovunque le stesse cose. Dobbiamo saper rispondere alla globalizzazione difendendo di più la nostra cucina e dedicare più tempo al cliente, spiegando la nostra cultura. Quando si riesce a trasmettere la storia e l’emozione di un piatto abbiamo raggiunto il nostro obiettivo».

A fare da cornice a questa «rivoluzione» Gusto in Scena, evento che nel format Chef in Concerto ha visto il confronto fra Italia e Spagna alla ricerca del futuro della ristorazione. Ad alternarsi sul palco Gualtiero Marchesi, Riccardo Da Prà, Martin Berasategui, Marco Bistarelli, Josep Roca, Marco Bortolini, Marco Bistarelli, Josep Roca, Marco Bortolini, Jordi Butron, Juan Marì Arzak, Chicco Cerea, Nando Jubany, Pietro Leemann, Manel Puigevert, Gaetano Trovato, Maurizio Serva, Norbert Niederkofler, Paolo Teverini, Alfonso Caputo, Corrado Fasolato, Pedro Subijana Mauro Uliassi, Pietro d’Agostino, Herbert Hintner, Piero Zanini e Alfonso Jaccarino

Al congresso si sono affiancati i Magnifici Vini di Mare, Montagna, Pianura e Collina, banco d’assaggio con oltre 90 aziende di tutta Italia, e Seduzioni di Gola, dedicato agli sfizi gastronomici. Gusto in Scena ha visto la presenza di 400 congressisti e la partecipazione di circa 2000 visitatori che hanno sfidato il maltempo. Una conferma di come l’intuizione di Marcello Coronini, che per la prima volta ha visto il mondo della ristorazione confrontarsi con quello dell’enologia, sia risultata vincente.
Non resta che dare appuntamento alla prossima edizione!

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