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Un convegno su ripopolamento e tutela di un' importante specie autoctona

La trota fario in Alta Valsessera

Piemonte » Biella » Venerdì 18 aprile alle 20 in Provincia

© PROVINCIA.BIELLA.it - Pubblicata il 17/04/2008

 
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Biella - Domani sera, venerdì 18 aprile alle 20, la sala Becchia della Provincia ospiterà un convegno sulla reintroduzione della trota fario di ceppo mediterraneo in Valsessera, organizzato dall’amministrazione insieme all’Associazione pescatori di Trivero sarà l’occasione per illustrare «un progetto di valorizzazione importante per una specie autoctona alla cui tutela abbiamo lavorato in stretta collaborazione con i pescatori, che restano un presidio fondamentale per il territorio» come ha sintetizzato l’assessore provinciale Giuseppe Graziola, che sarà uno dei relatori del convegno.

L’appuntamento, aperto al pubblico, è alle 20 nella sede della Provincia.

Il progetto prende le mosse dall’alluvione del giugno 2002, che nel bacino del Sessera e in quasi tutto il Biellese ha comportato la quasi completa distruzione del patrimonio ittico. Negli ultimi 5 anni le trotelle immesse nei torrenti della Valsessera hanno dovuto subire calamità naturali, predazioni, pesca di frodo e l’inquinamento con sostanze chimiche. Ciononostante, è avvenuta la riproduzione e quindi un ripopolamento naturale e a costo zero. Ma il progetto è complesso e ha richiesto l’ampia partecipazione di tutti i soggetti coinvolti. Che si rincontreranno appunto domani sera per fare il punto.

Tra i relatori anche il presidente dell’associazione pescatori di Trivero Aldo Cacciati, Cesare Puzzi, Mauro Rosso del servizio pesca della Provincia, Alessandra Foglia che al progetto ha dedicato una tesi di laurea, l’ittiologo Pier Paolo Gibertoni e il presidente della comunità montana Valle di Mosso Enzo Cravello. Al termine degli interventi è previsto un dibattito.

L’Associazione Pescatori Trivero è nata nel 1946 come supporto al Consorzio biellese

tutela pesca: si è sempre occupata soprattutto di ripopolamento. Secondo i dati che saranno divulgati anche durante la serata di domani, con tutti gli impianti a regime il progetto prevede di poter incubare (vale a dire gestire artificialmente il periodo di maturazione delle uova) da 500 a 600mila uova e portarle allo stadio di avannotti.

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