COLDIRETTI.it - 18 Luglio 2007
La siccità e la carenza di acqua hanno già provocato danni per 100 miliardi di Euro nell'Unione Europea negli ultimi trenta anni, con i costi medi annuali che sono addirittura quadruplicati nello stesso periodo. Lo ha reso noto il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento all' Assemblea annuale dell'ANBI nel riferire i contenuti della comunicazione “sulla sfida europea alla scarsità di acqua e alla siccità” adottata dal Collegio dei Commissari il 18 luglio.
Il numero di territori e delle popolazioni colpiti dalla mancanza di acqua, dal caldo e dalla siccità è aumentato nell'Unione Europea del 20 per cento negli ultimi trenta anni e interessa oggi - riferisce la Coldiretti - almeno l'11 per cento della popolazione europea e il 17 per cento del territorio dell'Unione Europea. In Italia - continua la Coldiretti - piu' di un terzo del territorio nazionale è sensibile al rischio desertificazione anche per effetto dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando con sfasamenti stagionali e la piu' elevata frequenza di eventi estremi che rappresentano una sfida epocale per la salvaguardia dell'ambiente. Le aree con sensibilità media o alta alla desertificazione coprono - sottolinea la Coldiretti - il 36 per cento del territorio nazionale, ma è addirittura in una situazione di criticità circa la metà del territorio della Sardegna e della Calabria, secondo l'ultimo annuario dei dati ambientali dell'Apat.
Gli effetti del cambiamento climatico - continua la Coldiretti - si fanno sentire nelle campagne con un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l'olivo che è arrivato a ridosso delle Alpi e le prime arachidi raccolte nella pianura padana, la riduzione della riserva idrica, l'aumento dell'erosione in zone collinari e alluvioni in pianura, anticipo di germogliamento per le piante coltivate, maggiore rischio per gelate tardive, aumento dell'incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti, stress idrico delle piante.
Una tendenza che - prosegue la Coldiretti - potrebbe anche modificare le condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l'affinamento dei formaggi o l'invecchiamento dei vini con il conseguente rischio di estinzione del patrimonio record di prodotti tipici nazionali che devono le proprie specifiche caratteristiche “essenzialmente o esclusivamente all'ambiente geografico comprensivo dei fattori umani e proprio alla combinazione di fattori naturali ed umani”. In gioco - precisa la Coldiretti - c'è un patrimonio di prodotti che ha superato i 20 miliardi di euro in valore e che registra primati mondiali nei vini, nei prodotti a denominazione di origine e nelle specialità tradizionali. Si tratta di processi - continua la Coldiretti - che rappresentano una nuova sfida per l'impresa agricola che deve interpretare il cambiamento e i suoi effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.
Servono - prosegue la Coldiretti - interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali del piano irriguo nazionale previsto dalla finanziaria, campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto dell'acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo ma anche ricerca ed innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico come il sorgo. Un impegno che va accompagnato - continua la Coldiretti - da una maggiore decisione nel raggiungimento degli obiettivi fissati per il nostro paese dal protocollo di Kyoto anche con lo sviluppo di alternative energetiche come i biocarburanti ottenuti dalle coltivazioni agricole, per ridurre l'impatto dei gas ad effetto serra dei combustibili fossili.
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