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Corte di Giustizia Europea, sentenza T-201/2004
La Corte di Giustizia UE condanna Microsoft per abuso di posizione dominante
Ma boccia l'introduzione di un funzionario di monitoraggio
© Paola Monti - Pubblicata il 17.09.07
Si è concluso con la condanna della Microsoft il ricorso presentato dal colosso informatico contro la sentenza della Corte di giustizia UE del 23 marzo 2004, che aveva sancito il reato per abuso di posizione dominante.
La società di Bill Gates, dunque, dovrà pagare una maxi multa di 497 milioni di dollari a causa di una duplice condotta scorretta. In primo luogo la Commissione Europea aveva rilevato che Microsoft rifiutava di fornire alle aziende concorrenti le informazioni inerenti all'interoperabilità e non le aveva autorizzate a sviluppare e distribuire prodotti che potessero fare concorrenza ai propri all'interno del mercato dei sistemi operativi per i server dei gruppi di lavoro.
Per far fronte a questa situazione, la Corte di giustizia UE aveva imposto a Microsoft di rendere note le specifiche dei suoi protocolli di comunicazione client/server e server/server a coloro che intendevano sviluppare e distribuire sistemi operativi per gruppi di lavoro.
La Corte di Giustizia ha confermato la correttezza del problema di interoperabilità riscontrato dalla Commissione, in quanto la condotta di Microsoft ha impedito che i sistemi operativi dei concorrenti del colosso di Bill Gates potessero interagire con l'architettura dei sistemi Microsoft e questo ne ha rafforzato la posizione dominante sul mercato, impedendo lo sviluppo dell'attività concorrenziale.
In secondo luogo la Commissione aveva rilevato che l'integrazione di Windows Media Player nei sistemi operativi Microsoft ha impedito lo sviluppo di prodotti concorrenziali sul mercato di software di riproduzione multimediale. Per questa ragione la Commissione aveva imposto a Microsoft di vendere una versione del sistema operativo non contenente Windows Media Player integrato.
Anche in questo caso la Corte di Giustizia ha ritenuto corretta la decisione della Commissione, e ha affermato che questa "ha chiaramente dimostrato che la decisione contestata, e cioè che Microsoft abbia offerto ai produttori solo la versione di Windows abbinata con Windows Media Player, ha avuto l'inevitabile conseguenza di colpire le relazioni sul mercato tra Microsoft, i produttori e i fornitori di mediaplayer concorrenti alterando in modo rilevante l'equilibrio della concorrenza a favore di Microsoft e a detrimento di altri operatori".
La Corte, tuttavia, ha bocciato parte della decisione della Commissione Ue, che aveva imposto sulla nomina di un "fiduciario di monitoraggio, con propri poteri di indagine e con la possibilità di essere chiamato ad agire da terzi". Secondo il tribunale di Bruxelles, infatti, la Commissione "è andata ben al di là della situazione" poiché "non alcuna autorità per imporre a Microsoft di concedere a un fiduciario poteri che la Commissione stessa non è autorizzata a conferire a terzi".
Nonostante ciò - conclude la sentenza - "la Corte ritiene che la Commissione non abbia sbagliato a valutare la gravità e la durata della violazione e non abbia sbagliato nello stabilire l'ammontare della multa. Poiché l'abuso di posizione dominante è confermato dalla Corte, l'ammontare della multa resta invariato a euro 497 milioni".
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