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Pubblicato il rapporto sulla bioenergia nei Paesi G8 più 5 della Global Bioenergy Partnership
Lo sviluppo della bioenergia deve essere gestito con cautela
© FAO.org - Pubblicata il 14.11.07
Roma, 13 novembre 2007 - Il pieno sviluppo delle potenzialità dei biocombustibili richiede il superamento di limiti ambientali e sociali e la rimozione di barriere commerciali, che ostacolano lo sviluppo di un mercato globale, secondo un rapporto della Global Bioenergy Partnership (GBEP).
Va affrontato con urgenza il conflitto potenziale tra produzione di biocombustibili,
protezione dell'ambiente, sviluppo sostenibile e sicurezza alimentare delle popolazioni
rurali povere, sostiene il rapporto A Review of the Current State of Bioenergy
Development in G8 +5 Countries, presentato oggi a Roma nell'ambito del 20° Congresso
Mondiale dell'Energia (WEC- Roma 2007).
"Lo sviluppo delle bioenergie - ha affermato, il presidente della GBEP, l'italiano
Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente nel corso della conferenza
di presentazione del rapporto - rappresenta la risposta più immediata e disponibile
per rispondere ad almeno cinque questioni importanti : l'aumento record del prezzo
del petrolio; l'esigenza da parte dei paesi importatori di ridurre la propria dipendenza
da un ristretto numero di paesi esportatori, attraverso la diversificazione delle
fonti energetiche e delle aree di approvvigionamento; l'opportunità per le economie
emergenti dei paesi tropicali di offrire sul mercato globale dell'energia biocombustibili
liquidi economicamente competitivi; il soddisfacimento della crescente domanda di
energia nei paesi in via di sviluppo; infine l'impegno a ridurre le emissioni di
biossido di carbonio per contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici".
Le previsioni per il futuro - "Le bioenergie - ha aggiunto Clini - sono già
un'alternativa concreta ai combustibili fossili e, allo stesso tempo, come dimostra
l'esperienza del Brasile, possono essere il motore per lo sviluppo delle aree più
povere del pianeta".
Si prevede che le bioenergie saranno in grado di soddisfare il 20 per cento della
richiesta mondiale di energia entro il 2030, raggiungendo il 30/40 per certo nel
2060. Stando allo scenario alternativo dell' Agenzia Internazionale per l'Energia
(IEA), il biodiesel e l'etanolo potrebbero coprire il sette per cento della domanda
mondiale di carburanti liquidi nel 2030, fino a raggiungere 36 milioni di tonnellate,
con una crescita dei consumi di quattro volte rispetto agli attuali otto milioni.
"Il bioetanolo da mais, per esempio, ha un'efficienza di riduzione delle emissioni
di carbonio attorno al 13 per cento", ha osservato Clini. "Tuttavia, questo non
appare sostenibile se confrontato con l'impiego di terreni agricoli per la produzione
primaria, il consumo d'acqua e le emissioni di nitrati derivanti dal processo di
lavorazione e conversione. Il bioetanolo da mais è attualmente competitivo con un
prezzo al barile di oltre 80 dollari. Il bioetanolo da canna da zucchero invece
ha un'efficienza di riduzione delle emissioni di carbonio di circa il 90 per cento
con un costo competitivo con un prezzo del barile di petrolio a 30 dollari".
Garantire la sicurezza alimentare - Alexander Müller, Assistente del Direttore
Generale della FAO, del Dipartimento per la Gestione delle Risorse Naturali e l'Ambiente,
ha osservato: "Le bioenergie offrono nuove opportunità di crescita in molte aree
rurali dei paesi in via di sviluppo, ma è importante salvaguardare i più vulnerabili.
Dobbiamo garantire che il prezzo del cibo non comprometta la sicurezza alimentare
delle popolazioni povere. La Global Bioenergy Partnership, in particolare a seguito
del rinnovato mandato ricevuto dal Vertice G8 di Heiligendamm del Giugno 2007, si
pone l'obiettivo di favorire uno sviluppo sostenibile delle bioenergie".
"Il Rapporto che presentiamo oggi - aggiunge Müller - fa il punto sulla produzione
di energia da biomasse nei Paesi G8 + 5, mettendo in evidenza i benefici e le sfide
di una delle più promettenti fonti di energia alternativa del futuro".
Secondo il Rapporto, le bioenergie rappresentano un'opzione già disponibile, in
grado di assicurare risposte immediate e sviluppi tecnologici ulteriori in tempi
relativamente brevi. Per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, l'espansione
entro i prossimi 10 anni di etanolo e biodiesel di "seconda generazione", derivati
da biomassa cellulosica (lolla di riso, bagassa da canna da zucchero, residui agricoli,
rifiuti solidi urbani o dalle alghe), renderà progressivamente disponibili in larghe
quantità biocombustibili a elevata compatibilità ambientale.
"Questo sviluppo di bioenergie deve essere gestito con cautela e ben coordinato
se vogliamo coglierne i vantaggi e superarne gli aspetti controversi", ha aggiunto
Müller.
La Partnership mondiale sulle bioenergie - La Global Bionergy Partnership
(GBEP) è un'iniziativa internazionale tra governi e istituzioni promossa dai paesi
G8 +5 (Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, India,
Italia, Messico, Russia, Stati Uniti d'America, Sud Africa) in occasione del Vertice
di Gleneagles nel 2005 per "sostenere un più ampio ed efficiente uso delle biomasse
e dei biocombustibili, in particolare nei paesi in via di sviluppo, dove l'uso delle
biomasse è prevalente". Il Vertice G8 di Heiligendamm del 2007 ha rinnovato il mandato
alla GBEP per "continuare il suo lavoro sui biocarburanti e garantire uno sviluppo
sostenibile delle bioenergie".
La Partnership è presieduta da Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero italiano
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La FAO ospita il Segretariato
GBEP con il supporto dell'Italia.
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