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Il caro-prezzi dei prodotti alimentari continua a colpire l'Egitto

Egitto: misure d’emergenza per la crisi del pane

Nelle ultime due settimane la situazione è nettamente peggiorata provocando numerosi incidenti

© FORNAIOAMICO.it - Pubblicata il 20/03/2008

 
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Il caro-prezzi dei prodotti alimentari continua a colpire l'Egitto, si contano ormai 15 vittime per le risse generate dalle interminabili file per l'acquisto del pane a prezzo calmierato, il giornale egiziano ‘al-Quds al-Arabi, ha riportato lo scontro del governo con il presidente egiziano Hosni Mubarak, il Rais, per la crisi del pane.

Mubarak ha accusato l'esecutivo, guidato da Ahmad Nathif, di essere il responsabile delle violenze che si registrano nel paese in questo periodo di aumento dei costi, e ha chiesto al governo di prendere dei provvedimenti per indurre il mercato ad abbassare i prezzi, nonostante quelli già attuati lo scorso fine settimana, quando sono stati aperti nuovi forni e punti vendita del pane.

Secondo il quotidiano locale Al Hayat, il mercato nero sta prendendo il sopravvento. Gli operatori del settore della panificazione fanno incetta di farina sul mercato regolamentato, dove i prezzi sono calmierati dal governo, per poterla rivendere.

La causa principale del problema è la corsa dei prezzi internazionali del grano, di cui Il Cairo è uno dei primi importatori mondiali. Per risolvere il problema, il governo ha deciso di aumentare del 15 percento la produzione interna di grano, attualmente al 50 percento e, già da quest'anno, si passerebbe dai 7,39 milioni di tonnellate dell'anno scorso, agli 8 milioni.

Altre soluzioni sono arrivate dal Rais, il quale ha recentemente convocato i direttori di tutti i giornali locali, per comunicare una serie di provvedimenti urgenti che ha deciso di attuare.

La situazione era talmente allarmante che Mubarak ha ordinato ai militari di produrre più pane per la popolazione civile. Le forze armate e il Ministero dell'Interno supervisioneranno l'aumento della produzione e della distribuzione del pane, solitamente destinata a soldati e polizia, per far fronte alla grave carenza che ha scatenato violenti scontri nei panifici delle periferie.

«Per difendere i cittadini a reddito limitato, continueremo a lavorare con le massime energie in nostro possesso per limitare gli effetti negativi dei rincari internazionali dei prezzi del greggio e dei generi elementari sul mercato locale» ha detto il presidente.

Mubarak ha affermato di avere dato «indicazioni al governo per aumentare la produzione della farina e di dedicare la massima attenzione alla distribuzione e alla lotta agli approfittatori» e, rivolgendosi ai governatori delle province, ha detto che «devono limitare il contrabbando delle farine e dei pani sussidiati». Il presidente ha comunicato, inoltre, che coloro i quali violeranno tale direttiva, saranno puniti con la massima severità.

Mubarak, altresì, ha annunciato l'aumento del sussidio statale per calmierare il prezzo della farina. Dai 9 miliardi di sterline locali, il presidente vorrebbe arrivare a 15 miliardi (pari a 1,8 miliardi di euro), aumentando i dazi sulle auto di lusso per reperire i fondi.

A questo proposito, è importante ricordare che, alla luce delle rivolte del 1977, quando il governò annunciava al popolo egiziano di liberalizzare i prezzi dei prodotti alimentari, il pane a prezzo calmierato rappresenta ormai un pilastro della dieta nazionale, in un paese in cui un quinto della popolazione è al di sotto della soglia di povertà.

Comprare il pane in Egitto

Il sistema per comprare il pane in Egitto, nonostante la semplicità, provoca diversi problemi.

La fetta di popolazione più povera, ritira presso gli uffici anagrafici un certificato che garantisce il sussidio per comprare il pane presso i forni pubblici. Questi ultimi acquistano la farina dallo Stato a un prezzo inferiore a quello di mercato e ci panificano. In questo modo, i cittadini che possiedono il certificato possono comprare il pane con un costo decisamente basso.

I problemi generati da questo procedimento sono fondamentalmente due. In primo luogo le interminabili file fuori dagli uffici anagrafici per il ritiro del certificato. Secondo, il fatto che, a causa dell'eccessivo aumento dei prezzi delle farine a livello mondiale, i panificatori trovano più conveniente vendere la farina al mercato nero, invece di utilizzarla per panificare.

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