© LEGAMBIENTE.it - Pubblicata il 15/04/2008
«Un atto barbaro, la Svizzera dovrà dare conto dell’enorme danno inferto alla biodiversità alpina con questa uccisione, che dimostra, purtroppo, quanto sia ancora lunga la strada da fare per armonizzare le direttive e i regolamenti internazionali con le leggi dei singoli Stati».
E’ grande il rammarico di Legambiente che per bocca del suo responsabile aree protette e territorio, Antonio Nicoletti, commenta l’abbattimento dell’orso Jj3 in Svizzera.
«La tutela dei grandi predatori – ha aggiunto Damiano Di Simine, responsabile Alpi di Legambiente – non può essere lasciata in mano alle decisioni di singoli Paesi e proprio per questo è stata ratificata la Convenzione internazionale delle Alpi che prevede tra l'altro una serie di impegni a tutela del ricchissimo patrimonio di biodiversità di tutto l’arco alpino. Italia e Svizzera, però, sono proprio gli unici due Stati a non aver ancora attuato i protocolli della Convenzione rendendola così inefficace.
Il nuovo Governo dovrà, dunque, al più presto dare via libera all’attuazione del protocolli della Convenzione e fare pressione sulla comunità internazionale perché anche la Svizzera s’impegni concretamente a rispettarla. In ogni caso i nostri «vicini» dovranno rendere conto dell’enorme perdita di biodiversità causata con l’insensata uccisione di un esemplare di plantigrado riconosciuto specie prioritaria anche nella Direttiva europea 43/92 - habitat».
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