© CONFESERCENTI.it - Pubblicata il 17/01/2008
L'economia di Eurolandia mantiene basi «solide» ma aumentano i rischi al ribasso per la crescita derivanti dall'incertezza sui mercati e dai «potenziali nuovi rincari del petrolio», a lanciare l'allarme e' la Bce che nel bollettino di gennaio conferma uno scenario di crescita in linea con il potenziale, con variabili «solide», redditività ' delle imprese «consistente», occupazione cresciuta «a ritmi più sostenuti» e disoccupazione ai minimi da un quarto di secolo.
Tuttavia evidenzia rischi per l'attività ' economica «connessi principalmente alla possibilità che la rivalutazione del rischio in atto nei mercati finanziari abbia ricadute più estese del previsto sulle condizioni di finanziamento e sul clima di fiducia esercitando un impatto negativo sulla crescita a livello mondiale e dell'area dell'euro». «Le variabili economiche fondamentali dell'euro - spiega l'Eurotower - sono solide. Tuttavia, la rivalutazione del rischio in atto nei mercati finanziari e' tuttora accompagnata da incertezza riguardo al potenziale impatto sull'economia reale, le prospettive per l'attività ' economica sono inoltre soggette a rischi al ribasso». Pertanto, continua la banca centrale, «il Consiglio direttivo continuerà a seguire con molta attenzione tutti gli andamenti delle prossime settimane».
Secondo la Bce «le ultime informazioni suggeriscono che al volgere dell'anno la crescita sul trimestre precedente sia proceduta a ritmi più moderati rispetto al tasso dello 0,8% osservato nel terzo trimestre del 2007 (precedentemente stimato allo 0,7%)».
L'aumento dei consumi, continua l'istituto di Francoforte,» dovrebbe pertanto seguire a contribuire all'espansione economica, in linea con il reddito disponibile reale, e la crescita degli investimenti dovrebbe ancora favorire tale andamento.
Presupponendo che l'economia mondiale - conclude la banca centrale - evidenti nel complesso capacità di tenuta, e dunque che il rallentamento dell'economia statunitense venga mitigato dal persistente vigore dei mercati emergenti, la domanda esterna dovrebbe continuare a sostenere le esportazioni dell'area dell'euro».