Alfredo Clerici - 11 Giugno 2007
La cortese nota con la quale il dott. Riccardi ha inteso
rispondere al nostro articolo (il testo è disponibile in fondo
alla pagina
Etichette prodotti alimentari) contiene uno argomento
interessante, che cercheremo di sviluppare brevemente.
Scrive il dott. Riccardi:
“Parliamo di qualità nutrizionali che, sovente, non sono tra
le migliori ! Alludo ai molteplici grassi ed oli tropicali
utilizzati, dei grassi idrogenati ecc. ecc. Credete che se il
consumatore sapesse che, tanto per fare un esempio, la nutella,
anche se buonissima, è composta per l' 80 % di zucchero e olio
di palma, la comprerebbero tanti consumatori ? ”
L’importanza del tipo di grasso non sfugge al Movimento
Consumatori il quale, nell’opuscolo di cui già ci siamo
occupati, scrive a pag. 17 (ripetendolo poi, per sicurezza, a
pag. 18):
“ COME UTILIZZARE I GRASSI - Per scegliere i condimenti, è
bene conoscere i loro componenti principali: gli acidi grassi
saturi e quelli insaturi…”
Segue un’utile tabella che indica la composizione in acidi
grassi di vari prodotti (olio d’oliva, arachide, girasole,
cocco, soia, ecc.).
Sin qui tutto bene.
Ma, ci domandiamo, come può il povero consumatore capire quale
grasso/olio sta mangiando? Cosa trova, oggi, in etichetta?
Come è noto l’attuale normativa (All. 1 del D.to Leg.vo 109/92)
consente di racchiudere tutti i grassi raffinati nella
definizione generica di «"Grasso" o "materia grassa" ,
completata dal qualificativo "vegetale" o "animale", a seconda
dei casi ovvero dalla indicazione della origine specifica
vegetale o animale.» Lo stesso vale per gli oli diversi
dall’olio d’oliva.
A questo punto ci si dovrebbe aspettare un’azione coerente con
quanto affermato ed utile a raggiungere lo scopo.
Vediamo.
Forse, l’origine geografica obbligatoria (sui cui effetti in
termini di sicurezza dei prodotti già abbiamo ampiamente
scritto) potrebbe risolvere almeno questo problemino?
Dunque, se l’indicazione dell’origine geografica fosse
obbligatoria, noi leggeremmo, ad esempio: grassi vegetali
(Singapore).
Non sarebbe, secondo noi, più utile proporre l'obbligo di
indicare l'origine botanica dei grassi vegetali: grassi
vegetali (palma, cocco, ....)?
Perché nessuno (salvo errori da parte nostra) ne parla? A cosa
serve dare utili consigli senza fornire gli strumenti necessari
a seguirli (o almeno battersi per cercare di ottenerli)? Come
mai a fronte dei fiumi d’inchiostro spesi per l’indicazione
geografica, nessuno abbia pensato ad una simile proposta?
Anche nella battaglie per il bene comune, un po’ di fantasia,
oltre alla indispensabile coerenza, non guasterebbe.
Alfredo Clerici
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