Alimentare
Vendemmia 2007
Vendemmia 2007, la siccità e le alte temperature riducono la produzione
Meno 10 per cento. La qualità sarà però buona
© CIA.it - Pubblicata il 07.09.07
La Cia sottolinea che si produrranno tra i 44 e 45 milioni di ettolitri di vini. La raccolta delle uve è iniziata con circa 20 giorni di anticipo. I prezzi si prevedono in aumento.
Si produrranno 44-45 milioni ettolitri di vino, oltre il 10 per cento in meno rispetto al 2006 (quando si registrarono circa 50 milioni di ettolitri), con conseguenze sulle contrattazioni che tendenzialmente saranno caratterizzate da aumenti dei prezzi all'ingrosso e inevitabili ripercussioni sui prezzi al dettaglio. La qualità sarà, comunque, buona. La vendemmia 2007 -sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori- sarà ricordata come una delle più anticipate degli ultimi 50 anni. Non solo. Il caldo intenso e l'irraggiamento in luglio ha provocato danni sulle uve perché quelle più esposte sono risultate alquanto cotte e sui grappoli si osservavano acini verdi in mezzo a quelli maturi già di un bel violaceo carico. Elementi che normalmente indicano un'avanzata fase di maturazione.
Molto più avanti rispetto alle medie degli anni passati -rileva la Cia- sono così risultate le operazioni di raccolta. In alcune zone sono iniziate nella prima decade di agosto, con un anticipo che va dai 10 ai 20 giorni. Questa è stata anche la conseguenza di un inverno mite e meno piovoso degli ultimi decenni, a cui sono seguiti un mese di aprile molto caldo, e quelli di luglio ed agosto, in particolar modo nel Centro-Sud, torridi con temperature elevate al Sud e nella media al Nord.
Il decremento produttivo -evidenzia la Cia- ha le sue massime punte nel Sud Italia ed in particolare in Sicilia dove, in certe zone, si raggiungono punte anche di meno 50 per cento rispetto allo scorso anno. Dati negativi anche per l'Abruzzo, con un meno 20 per cento nella produzione, per le Marche con meno 15 per cento. Cali del meno 13 per cento si hanno nella produzione nell'area dell'Oltrepo Pavese, del meno 5 per cento in Veneto (area del Soave). Alcune tipologie di uva, quali quelle per la produzione dell'Amarone e Valpolicella, sono state dichiarate perse dai produttori della zona fino al 90 per cento, a causa delle forti grandinate verificatesi negli ultimi giorni di agosto.
In controtendenza -rimarca la Cia- le stime del Friuli Venezia Giulia, dove si prevede una produzione superiore del 10 per cento rispetto al 2006, accompagnata da un'ottima qualità dell'uva.
La raccolta delle varietà precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon) è iniziata -ricorda la Cia- nel mese di agosto. Il pieno della vendemmia ci sarà nelle prossime due settimane, mentre i conferimenti termineranno, per la stragrande maggioranza delle uve, entro la fine del mese.
Ufficialmente -segnala la Cia- la vendemmia si chiuderà entro il mese di ottobre con la raccolta, nella prima e seconda decade, di uve come il Nerello Mascalese coltivate sulle pendici dell'Etna, i Nebbioli in Valtellina, mentre nell'ultima decade saranno conferite le uve di Aglianico nell'Avellinese.
E' presto per tirare le somme sul andamento della vendemmia in modo definitivo, ma le preoccupazioni non mancano. Fino ad oggi si potrebbe pensare ad una grande annata limitatamente ai terreni non siccitosi, ma -avverte la Cia- dove la terra soffre di più la penuria d'acqua e, magari, la conduzione del vigneto non è all'altezza, non possiamo aspettarci grandi risultati. La tipologia del terreno, le condizioni del vigneto e le tecniche agronomiche portano ad un forte anticipo al Nord, mentre, paradossalmente, questo anticipo è meno marcato al Sud; la pianta ha, comunque, lavorato con buona regolarità, svolgendo abbastanza compiutamente tutte le sue fasi vegetative.
In generale -conclude la Cia- si raccoglieranno uve dal grado alcolico inferiore al 2006 e dall'acidità più accentuata con una vendemmia 2007 divisa in due: al Centro-Nord mediamente buona con possibilità di risultati molto elevati in alcune zone; al Centro-Sud, non molto diversa dalle ultime due, con una leggero decremento quantitativo.
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