© CONFAGRICOLTURA.it - Pubblicata il 08/09/2007
“L’aumento dei prezzi dei beni alimentari produce i suoi effetti sull’andamento dei consumi, ma non rappresenta, l’unica e la principale causa.” Così Confagricoltura commenta i dati dell’Osservatorio sui consumi domestici diffusi oggi dall’Ismea con ACNielsen. Intanto, rileva Confagricoltura, i dati Ismea - Nielsen si riferiscono ai soli consumi alimentari domestici e, pertanto, prescindono dai consumi alimentari extradomestici, che procedono in maniera assai più dinamica ed assorbono una quota crescente della spesa delle famiglie. Peraltro, nel primo semestre 2007, rispetto al corrispondente periodo del 2006, le vendite del commercio al dettaglio degli alimentari sono aumentate (+0,8%) soprattutto nelle imprese tradizionali (piccole superfici), che in genere non praticano i prezzi più bassi.
Il fenomeno è quindi complesso. Resta il fatto che tra il 2000 ed il 2006 al consumo si è verificato un aumento dei prezzi del 14,6%, mentre alla produzione solo del 3%. Per il 2007 questo divario continua a sussistere, a luglio l’indice Ismea dei prezzi all’origine, ha raggiunto un livello di 107,2, a fronte di quello Istat al consumo per generi alimentari che si è attestato su 118,4, posta la media 2000 = 100.
“Non è dunque l’agricoltura - commenta l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - la principale responsabile dell’aumento dei prezzi al consumo, né tantomeno del calo degli acquisti.”
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