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Alimentare

  

Appello 'Una scienza responsabile per un cibo sostenibile'

Un appello al mondo scientifico perché sia anch'esso 'Libero da OGM'

Auspichiamo che questa iniziativa contribuisca a compattare il fronte della ricerca e della cultura che non si schiera a favore degli ogm

© SLOWFOOD.it - Pubblicata il 10.09.07

 
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Roma, 10 Settembre 2007 - Nell'ambito della presentazione della Consultazione nazionale 'Italia-Europa Liberi da ogm', che si è svolta stamane a Roma, Slow Food ha sottolineato l'importanza del ruolo del mondo della ricerca scientifica e in generale della cultura in questa opera di sensibilizzazione e informazione dell'intera società civile.

Insieme all'impegno per la raccolta di tre milioni di firme sul referendum propositivo per la centralità del settore agroalimentare nel modello di sviluppo sostenibile in Italia, Slow Food sottolinea come la Coalizione sia altrettanto impegnata a coinvolgere studiosi e ricercatori di ogni disciplina. All'appello 'Una scienza responsabile per un cibo sostenibile', disponibile sul sito www.liberidaogm.org, hanno già aderito oltre 200 docenti e scienziati, italiani ma non solo.

Auspichiamo che questa iniziativa contribuisca a compattare il fronte della ricerca e della cultura che non si schiera a favore degli ogm, offrendo una opportunità di diffusione capillare delle sue ragioni. «La ricerca che si occupa e sostiene gli ogm è quasi sempre ricerca privata, che ha a disposizione ingenti fondi ma il cui obiettivo non è la produzione di sapere ma la produzione di prodotti destinati al mercato» dice Cinzia Scaffidi, direttore del CentroStudi Slow Food, intervenuta al teatro Capranica a nome dell'Associazione. «Le ragioni dell'altro fronte sono troppo spesso relegate a ruoli marginali con accuse di passatismo e oscurantismo. La vera scienza invece è quella che dubita, che indaga davvero la natura per trovare in essa le soluzioni, anzichè pretendere di sostituirvisi».

Ufficio stampa Slow Food
Valter Musso, Paola Nano

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