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Comuni rurali Toscani: Susanna Cenni risponde a Coldiretti
L'assessore: "Necessario approvare il Piano di Sviluppo Rurale". L'impegno della Regione per migliorare la strategia nazionale
© REGIONE.TOSCANA.it - Pubblicata il 16.09.07
Firenze, 14 Settembre 2007 - 'Le proposte che avevamo presentato all'inizio erano molto diverse e faremo il possibile, fino all'ultimo ed anche dopo l'approvazione, per far cambiare idea all'Unione Europea e per far modificare il piano strategico nazionale.
Riaprire una trattativa adesso vorrebbe però voler dire non far approvare il piano di sviluppo rurale il prossimo 19 settembre e far slittare di mesi la possibilità di attingere a tutti i fondi europei. Una prospettiva che assolutamente non vogliamo e che il mondo agricolo non può tollerare. Ci siamo confrontati al tavolo verde e tutte le altre associazioni di categoria ci hanno chiesto di andare avanti'.
Risponde così l'assessore all'agricoltura Susanna Cenni alle accuse di Coldiretti, che sostiene che la Regione ha fatto poco per opporsi alla riclassificazione dei comuni rurali toscani con la conseguenza che alcuni avranno meno finanziamenti europei.
'Non e' vero - spiega l'assessore - che i dieci comuni in provincia di Lucca, considerati non più agricoli ma urbani, saranno esclusi dal piano rurale. Il 90 per cento dei fondi è destinato a tutti i comuni. L'unica limitazione che i comuni urbani e non agricoli avranno è quello di non poter beneficiare degli incentivi sulla misura diversificazione, a cui cercheremo di ovviare con altri premi e finanziamenti'.
La classificazione dei Comuni risponde a schemi nazionali: dopo l'approvazione del piano di sviluppo rurale dell'Emilia Romagna, che ha accolto le osservazioni dell'Unione europea, era difficile tornare indietro. 'In ogni sede - prosegue l'assessore - ci siamo opposti alla riperimetrazione prevista dal piano strategico nazionale, sostenendo che parametri definiti nazionalmente ci avrebbero causato problemi. Non ci risulta che Coldiretti abbia fatto altrettanto nelle sedi nazionali'.
Tra l'altro, ricorda l'assessore, la prima interpretazione dell'Unione europea era stata ancora più rigida: fondi solo ai comuni altamente specializzati in agricoltura. 'Siamo riusciti a farle cambiare idea - spiega l'assessore Cenni - Continueremo a lottare, affinché altre modifiche possano essere introdotte. Il piano di sviluppo rurale, come la programmazione europea, dura sei anni: speriamo nelle annualità successive. La prossima settimana saremo tra l'altro a Bruxelles. Ma rimettere oggi tutto in discussione vorrebbe dire far slittare l'approvazione del piano e non possiamo permettercelo'.
Walter Fortini
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