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La burocrazia “asfissia” i cittadini

Oltre 5.500 euro a testa per far muovere la macchina amministrativa

La Cia sottolinea che i costi sono diventati insostenibili. Il presidente Giuseppe Politi: ridurre del 25 per cento il carico dell’apparato burocratico significa risparmiare più di 5 miliardi. Con la Petizione popolare per dare una svolta

© CIA.it - Pubblicata il 18/09/2007

 
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Più di 5500 euro, questo è il costo burocratico per ogni cittadino italiano che rende la nostra “macchina amministrativa” la più cara tra quelle europee, seconda solo alla Francia, dove, tuttavia, l’apparato pubblico, sia in termini di efficienza che di performance, è nettamente migliore del nostro.

Ad evidenziarlo è stata la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha promosso la Petizione la Petizione popolare “Dacci un taglio. E’ semplicemente un tuo diritto”, con la raccolta di firme in tutta Italia per impegnare il governo, nell’ambito delle politiche di semplificazione amministrativa, a predisporre precisi provvedimenti che permettano un adeguato snellimento delle procedure burocratiche.

“Bastano poche misure -ha avvertito il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi nella manifestazione che si è tenuta a Roma, in Piazza Montecitorio- per garantire un effettivo risparmio economico. Un esempio per tutti: una riduzione del 25 per cento del carico dell’apparato burocratico, che nel nostro Paese pesa per il 4,5 per cento sul Prodotto interno lordo (contro il 3,5 per cento dell’Unione europea), per determinare un taglio di oltre 5 miliardi di euro. Una somma con la quale si possono mettere in moto interventi a sostegno della ripresa economica e, quindi, dei vari settori produttivi”.

“Più semplificazione amministrativa e legislativa -ha aggiunto Politi- significa, così, risparmio, trasparenza e, soprattutto, recupero di risorse che possono essere destinate allo sviluppo e alla competitività. Oggi, in Italia, il carico burocratico fiacca non solo il sistema imprenditoriale, ma asfissia anche il semplice cittadino”.

“La Petizione della Cia -ha sottolineato il presidente- è rivolta in questa direzione. Raccoglieremo firme in tutto il territorio nazionale per sollecitare una svolta, un cambiamento di rotta. Vogliamo che la ‘macchina amministrativa’ sia più snella e più semplice. Le aziende e i cittadini non devono muoversi più con fatica nei meandri burocratici e sottostare ad una miriade di adempimenti e di documenti”.

“I motivi che ci hanno spinto a promuovere l’iniziativa -ha affermato Politi- risiedono tutti nelle grandi difficoltà che la burocrazia in Italia (la più opprimente tra i Paesi dell’Ue) pone alle aziende che, in questo modo, sono schiacciate da costi notevoli, sia di carattere economico che di tempi lavorativi”.

“La semplificazione amministrativa, lo snellimento delle procedure e la riduzione degli oneri burocratici -ha sostenuto il presidente della Cia- rappresentano un’esigenza fondamentale per una società che deve crescere. Gli orientamenti dell’Europa vanno tutti in questa direzione, mentre l’Italia, purtroppo, è ancora di gran lunga indietro su tale particolare versante”.

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