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Gli agricoltori in piazza “spezzano” le catene della burocrazia

Burocrazia: per le imprese un costo di 14,9 miliardi di euro

La Cia lancia a Roma, davanti la Camera dei deputati, la Petizione popolare “Dacci un taglio” per ridurre e semplificare gli adempimenti amministrativi. Ritardi e disservizi della “macchina pubblica” pesano per 3 miliardi di euro

© CIA.it - Pubblicata il 18/09/2007

 
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E’ di 14,9 miliardi di euro il “costo” burocratico per il sistema imprenditoriale italiano (circa 12000 euro, in media, per impresa), di cui più di 3 miliardi addebitabili ai ritardi, ai disservizi e alle inefficienze della pubblica amministrazione.

Il che si traduce in forte ostacolo alla crescita economica, con incidenza negativa notevole sull’occupazione e la competitività. La denuncia viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha avviato a Roma, in piazza Montecitorio, la raccolta di firme della Petizione popolare che si svolge in tutta Italia sotto lo slogan “Dacci un taglio. E’ semplicemente un tuo diritto”.

Un’iniziativa che ha visto centinaia di agricoltori “incatenarsi” in modo simbolico davanti alla Camera dei deputati e “spezzare” le catene della burocrazia per sollecitare l’avvio di provvedimenti che “taglino” l’onere opprimente che genera il rapporto con l’apparato amministrativo pubblico.

“Il costo degli adempimenti amministrativi diventa sempre più pesante. Basti pensare -ha rilevato il presidente della Cia Giuseppe Politi- che ogni anno servono più di 100 giornate di lavoro per rispondere agli obblighi di carattere burocratico. E questo non lo diciamo noi. Lo sostiene una recente indagine dell'Istat nella quale si evidenzia che l’onere del rapporto azienda-macchina pubblica pesa per il 30 per cento sul costo complessivo del lavoro per i piccoli e medi imprenditori”.

Non solo. La scarsa trasparenza e un linguaggio complesso e troppo spesso astruso continuano a rappresentare -è stato sostenuto durante la manifestazione- un intralcio notevole per le imprese. Una complessità alla quale si aggiungono ritardi nelle risposte e un’assistenza pressoché nulla da parte dell’amministrazione. Elementi che spingono la quasi totalità delle aziende a rivolgersi a tecnici esperti per poter interpretare il mondo della burocrazia.

Un onere che per le imprese agricole diventa ancora più gravoso. Un esempio per tutti. Un giovane che vuole subentrare nell’azienda di famiglia ed intraprendere l’attività in agricoltura si trova a cimentarsi con una vera e propria odissea, fatta di carte (più di ventitre chili tra domande, documenti, bolli, moduli, attestati di pagamento), di file interminabili, di peregrinaggi tra un ufficio e l’altro, tra una posta e una banca, tra il Comune, la Provincia e la Regione. Un massacrante “tour de force” che sfiancherebbe chiunque, anche perché la mole delle pratiche burocratiche e degli adempimenti amministrativi è tale da far desistere dopo le prime drammatiche e amare esperienze di “contatto” con la macchina dell’apparato pubblico. E’ stato calcolato che in media un giovane per il subentro in azienda perda dai 75 a 105 giorni lavorativi. E in alcuni casi si arriva anche a 200 giorni.

Sono costi -è stato ribadito durante l’iniziativa della Cia- che rendono tutto più difficile per le aziende e non solo. Anche il semplice cittadino deve fare i conti con un apparato burocratico asfissiante ed opprimente.

Per le imprese, comunque, l’ammontare delle spese burocratiche -ha sottolineato la Cia- è da addebitare per il 46 per cento a costi esterni e al restante 54 per cento a costi interni all’azienda.

“Abbiamo a che fare -ha evidenziato Politi- con un vero e proprio ‘mostro’ dai mille tentacoli che impedisce di sviluppare in maniera adeguata l’attività imprenditoriale. Con la Petizione vogliamo porre la parola fine a questa assurdità. Insomma, intendiamo assicurare nei rapporti con la pubblica amministrazione la certezza di tempi e il riconoscimento dei diritti, semplificare i rapporti tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione, ridurre il costo della burocrazia, valorizzare la sussidiarietà verticale e orizzontale”.

D’altra parte, più semplificazione amministrativa e legislativa significa risparmio, trasparenza e, soprattutto, recupero di risorse che possono essere destinate allo sviluppo e alla competitività. Oggi, in Italia, il carico burocratico fiacca non solo il sistema imprenditoriale, ma asfissia anche il semplice cittadino. Da qui l’esigenza di una forte azione per ridurre un onere che comprime energie e alimenta i costi. “Per questo -ha ricordato Politi- abbiamo promosso la Petizione popolare rivolta al presidente del Consiglio. La nostra mobilitazione sarà totale. Intendiamo assicurare nei rapporti con la pubblica amministrazione la certezza di tempi e il riconoscimento dei diritti, semplificare i rapporti tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione, ridurre il costo della burocrazia, valorizzare la sussidiarietà verticale e orizzontale”.

Nell’ambito delle iniziative in programma è prevista per sabato prossimo 22 settembre un appuntamento che vedrà impegnata la Confederazione a tutti i livelli, da quello nazionale a quelli territoriali. Una “giornata per la semplificazione”, con manifestazioni nei capoluoghi di Provincia dove si raccoglieranno le firme per la Petizione popolare, coinvolgendo i cittadini e non solo gli imprenditori.

La campagna sulla semplificazione burocratica della Cia terminerà alla fine di settembre, in concomitanza dell’inizio dell’iter parlamentare della legge finanziaria per il 2008, mentre entro le prime due settimane di ottobre avverrà la consegna della Petizione con le firme raccolte e la presentazione di un apposito dossier sul problema della semplificazione con proposte operative.

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