© Paola Monti - Pubblicata il 20/09/2007
L’Antitrust, con provvedimento 17283 del 18 settembre 2007, ha detto sì alla fusione tra Unicredit e Capitalia, ma ha posto misure stringenti, secondo l’Autorità , infatti, dall’incorporazione di Capitalia in Unicredit deriveranno vantaggi per i consumatori, quali la riduzione dei costi e il miglioramento della qualità dei servizi.
Le condizioni poste dall’Antitrust
- Eliminazione delle commissioni Bancomat in 8.000 sportelli di banche concorrenti
presenti in circa 4.000 Comuni italiani, nei prelievi effettuati all’estero e riduzione
dei costi sul territorio nazionale;
- cessione di un numero di sportelli compreso tra 155 e 180 in 16 province italiane;
- vendita, da parte di Unicredito Italiano, della quota di capitale sociale detenuta
in Generali e in società del gruppo Generali e preclusione delle partecipazioni,
dei rapporti di partnership, degli accordi di produzione e/o distribuzione con Generali
e società dello stesso gruppo fino a quando Unicredito Italiano sarà azionista di
Mediobanca;
- cessione del 9,39% della partecipazione in Mediobanca e divieto di incremento
della residua quota (pari all’8,68 per cento);
- divieto per i membri del CdA di Unicredito Italiano con un ruolo nella governance
di Mediobanca e di Generali di partecipare alla discussione e alla votazione delle
delibere del CdA della nuova banca inerenti ai mercati dell’investment banking e
delle assicurazioni in Italia.
Agcom, provvedimento 18 settembre 2007, n. 17283
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