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Geronzi: «Ci rende orgogliosi»

Siglata la fusione Unicredit-Capitalia

Consolida e rende più forte il sistema bancario italiano nei confronti dei concorrenti internazionali

© Paola Monti - Pubblicata il 25/09/2007

 
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Roma - Dopo il via libera dell’Antitrust, nella mattina del 25 settembre si è conclusa la fusione tra Unicredit e Capitalia, siglata da Cesare Geronzi e Dieter Rampl davanti al notaio Piergaetano Marchetti (anche presidente di Rcs).

Dato che la fusione determinerà l’estinzione di Capitalia, una nota congiunta delle due società ha reso noto che dal 1 ottobre saranno ritirate dalla quotazione le azioni di Capitalia, con un rapporto di con cambio pari a 1,12 azioni UniCredit per ogni azione Capitalia.

Per questo motivo, “UniCredit – si legge nella nota - procederà ad aumentare il proprio capitale sociale di Euro 1.458.865.094,00, mediante emissione di n. 2.917.730.188 azioni ordinarie da nominali Euro 0,50 cadauna, destinate al concambio di n. 2.605.116.240 azioni Capitalia S.p.A.. Le azioni ordinarie UniCredit concambiate saranno quotate, al pari di quelle esistenti, alla Borsa di Milano e a quella di Francoforte e avranno godimento regolare”.

“Il capitale sociale di UniCredito Italiano post-fusione - continua la nota - sarà, pertanto, di complessivi Euro 6.681.330.190,50 diviso in numero 13.362.660.381 azioni da Euro 0,50 cadauna, di cui numero 13.340.953.829 azioni ordinarie e numero 21.706.552 azioni di risparmio”.

Soddisfatto il presidente Geronzi, che ha definito la fusione “importante” perchè “perfeziona la ristrutturazione del sistema bancario italiano, lo consolida e lo rende molto più forte nei confronti dei concorrenti internazionali”. “E’ un'operazione che ci rende orgogliosi – ha continuato Geronzi - perchè l'abbiamo immaginata il quattro maggio scorso e in quella data stabilimmo che si sarebbe dovuta concludere entro settembre e ci siamo riusciti con i nostri metodi e con un grande risultato dovuto anche ai rapporti amichevoli sia con Profumo che con Dieter Rampl”.

Sul destino di Capitalia, Geronzi lascia la parola a Profumo, che sottolinea prontamente: “Rimangono 28.000 colleghi importantissimi, milioni di clienti, rimane il fortissimo radicamento nei territori in cui Capitalia ha sempre operato. Rimane un patrimonio storico fondamentale che come in tutte le operazione che abbiamo fatto verrà realizzato”.

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