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Etichette + allergeni… e vai!

© Alfredo Clerici - Pubblicata il 10/10/2007

 
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In che modo i media si occupano di etichettatura è un argomento che ci attira sempre, ecco perché non abbiamo saputo resistere all’occasione che, in questi giorni ci si offre.

“Un'etichetta segnalerà negli alimenti la presenza degli allergeni”

“E' in arrivo l'etichetta salva-salute”

“E ora anche l'Unione europea è venuta in soccorso di chi soffre di allergie, con leggi che rendono obbligatorio segnalare nelle etichette delle confezioni degli alimenti gli allergeni presenti nel prodotto”

Poiché cerchiamo di mantenerci aggiornati sull’argomento, la prima reazione è stata di forte preoccupazione: “Possibile che ci sia sfuggito qualcosa?”

Poi, continuando a leggere, ci siamo tranquillizzati.

Gli articoli, in realtà, parlano di “metodi di analisi innovativi e particolarmente sensibili” utilizzabili per individuare sostanze in grado di scatenare reazioni allergiche: si tratta della metodica ELISA (Enzyme-Linked Immunosorbent Assay) e della PCR (Polymerase Chain Reaction).

Ora, pur non essendo particolarmente ferrati in tecniche d’analisi, ci sentiamo di poter affermare che né l’ELISA né la PCR sono delle novità, anche se è possibile che gli esperti del CNR di cui gli articoli si occupano abbiano messo a punto delle varianti innovative.

Ma il punto, come avrete capito, non è questo:

“E ora anche l'Unione europea…” Ora? La direttiva “allergeni”  compirà tra poco quattro anni!

“Un'etichetta segnalerà…”, “E' in arrivo…” Segnalerà? E’ in arrivo?  Il decreto di recepimento della suddetta direttiva è già pienamente in vigore!!

Si sa, un bel titolo ad effetto (anche se non c’entra nulla coll’articolo o, peggio, dice sciocchezze) non si nega a nessuno, ma …

In ogni caso, “quousque tandem?” si domandano i poveri lettori, che avrebbero il diritto di aspettarsi un po’ di rispetto da parte dei responsabili (?) dell’informazione.

E  “quousque tandem?” ci domandiamo anche noi, sebbene temiamo di conoscere già la sconsolante risposta.

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