Attualità
L'Antitrust scrive all'esecutivo sulle tariffe postali agevolate
Antitrust: basta con i privilegi per Poste Italiane
E' necessario liberalizzare il settore e dare impulso alla concorrenza
© Paola Monti - Pubblicata il 22.10.07
Roma - L'Antitrust ha inviato una segnalazione ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio e ai ministri dell'Economia e della Comunicazioni affinché venga introdotto nella Finanziaria 2008 in decreto legge che modifichi il sistema di sostegno all'editoria e ai settori no-profit ed eliminando il sistema delle tariffe postali agevolate che privilegia ingiustificatamente Poste Italiane.
Ogni anno, infatti, Poste Italiane beneficia di una compensazione per le tariffe postali scontate applicate alle spedizioni di prodotti editoriali e per il settore no-profit e, secondo l'Antitrust, questo rappresenta una distorsione della concorrenza, poiché i competitors di Poste Italiane non possono praticare tariffe scontate o egualmente competitive agli editori e agli enti non profit.
L'Agcom, inoltre, ha rilevato che "l'articolo 10 commi 5-8 del decreto-legge
n. 159 non solo conferma un sistema in contrasto con le norme a tutela della concorrenza
e del mercato, ma è contraddittoria anche con la delineata riforma della disciplina
del settore editoriale".
Pertanto è necessario che l'esecutivo intervenga sulla materia garantendo il diritto
di scelta del fornitore del servizio postale sia per gli invii di prodotti editoriali
sia per gli invii delle associazioni no-profit e l'Antitrust ha suggerito che gli
operatori dei due settori possano beneficiare di forme di credito d'imposta calcolato
sulla base delle spese postali sostenute.
"La modifica suggerita -ha rilevato l'Antitrust - rappresenta un primo imprescindibile
intervento volto a instaurare condizioni di concorrenza non falsate nel settore
postale, in quanto permetterebbe agli operatori già presenti sul mercato, ed eventualmente
a quelli nuovi entranti, di poter offrire servizi alternativi a quelli dell'operatore
dominante".
"L'apertura alla concorrenza del mercato - ha concluso - dovrebbe incentivare le
imprese ad una maggiore efficienza nella fase della distribuzione, con significative
ricadute in termini di innalzamento del livello di qualità del servizio a beneficio
dei consumatori e di aumento della domanda di prodotti editoriali in abbonamento,
ponendo le basi per una crescita del mercato".
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