© CIA.it - Pubblicata il 06/11/2007
Un aumento dalla stalla alla tavola del 540 per cento, un rincaro di oltre cinque volte che i consumatori sono costretti a pagare, mentre ai produttori arrivano solo le briciole, con la spada di Damocle dei costi che sono in continua crescita.
Questa è la situazione sul fronte suinicolo denunciata dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale sottolinea come nel settore gli allevatori incontrano sempre più difficoltà e fanno i conti con oneri che comprimono l’attività e la gestione delle aziende, molte delle quali, senza valide misure, rischiano di chiudere.
Oggi -avverte la Cia- i maiali “made in Italy” vengono pagati agli allevatori con un prezzo (1,2 euro il chilo) che, praticamente pari, pari ad un terzo di quello praticato cinque anni fa. Al consumo, invece, la carne suina arriva, mediamente, a 7,7 euro il chilo. Un prezzo che per il prosciutto, sempre al dettaglio, di moltiplica di venti volte. Con l’aggravante che sul mercato al consumo si trovano prodotti che provengono dall’estero, in particolare dall’Est europeo, che per qualità, e anche sicurezza, non sono certo pari a quelli italiani.
Un rincaro così appariscente è l’esempio emblematico di come sulla filiera agroalimentare molte cose non funzionino. Troppi -ribadisce la Cia- sono i passaggi che dilatano il prezzo. A rimetterci non sono solo i consumatori, ma gli stessi allevatori, i cui redditi sono scesi in maniera esponenziale negli ultimi anni.
E’ una situazione, insomma, che sta mettendo a rischio l'intero settore degli
allevatori suinicoli, che hanno dovuto, oltretutto, subire negli ultimi mesi un
aumento dei costi per i mangimi a base di cereali dell'ordine del 40 per cento.
La Cia, insieme con le altre organizzazioni agricole, ha chiesto l'intervento del
ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per intervenire con urgenza
attraverso provvedimenti che permettano di uscire da una profonda crisi.
Gli allevatori suinicoli italiani aspettano risposte concrete e tempestive per poter
mettere la parola fine ad una situazione che non più assolutamente sostenibile.
Per questa ragione la Cia si batterà con decisione in tutte le sedi al fine di ottenere
i primi provvedimenti tangibili già nelle prossime settimane.
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