© Paola Monti - Pubblicata il 09/11/2007
L’Antitrust ha concluso l’indagine sul trasporto pubblico locale comminando multe per quasi 10 milioni di euro a 15 società che avevano messo in atto intese restrittive della concorrenza, ostacolando il processo di liberalizzazione del settore.
L’istruttoria era stata avviata nel novembre del 2005 per accertare l’esistenza di intese lesive della concorrenza in occasione della gara indetta dal Comune di Roma e, dopo la conclusione dell’indagine, l’Antitrust ne ha ampliato il raggio d’azione, per verificare l’esistenza di altri accordi.
Dall’istruttoria, infatti, è emerso che questi importanti operatori avevano “costituito macro-aggregazioni a valenza nazionale, per partecipare in modo coordinato alle gare che si sarebbero dovute svolgere per l’affidamento del servizio di TPL, con l’esplicita finalità di limitare la concorrenza e proteggere il bacino storico di riferimento dell’operatore dominante già attivo in una certa area territoriale”.
Scopo delle intese, infatti, era “il mantenimento dell’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale in capo al precedente gestore o, in ogni caso, la riduzione del confronto competitivo tra operatori potenzialmente concorrenti, nel caso di partecipazione a gare fuori bacino”.
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