© MINISTEROSALUTE.it - Pubblicata il 14/11/2007
A seguito della richiesta del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino di un parere del Ministero della Salute sull’avvio di una sperimentazione delle “narcosale” nel Comune di Torino, il Ministro della Salute Livia Turco ha inviato oggi la seguente lettera al Sindaco Chiamparino e al Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso.
“Voglio subito dirti che condivido pienamente lo spirito della proposta di sperimentazione
delle cosiddette “narcosale”, che mi hai comunicato nella tua lettera del 30 ottobre.
Ritengo anch’io, infatti, che l’iniziativa potrebbe offrire un valido supporto alle
azioni di prevenzione e di contrasto dell’uso di sostanze stupefacenti, nell’ambito
delle strategie di riduzione del danno.
Ho sottoposto, pertanto, la questione ai competenti uffici tecnici del Ministero,
chiedendo loro di fare una prima valutazione, finalizzata a individuare un possibile
percorso per l’avvio di un progetto sperimentale.
Le risposte che ho ricevuto mi segnalano che l’attivazione di una sperimentazione
nel senso proposto richiede comunque un intervento di livello legislativo, che –
mediante un’apposita disciplina derogatoria rispetto alle previsioni del Testo unico
sugli stupefacenti (D.P.R. 309/1990), come recentemente modificato dalla legge Fini-Giovanardi
(Legge 49/1996) – ponga sia i tossicodipendenti, sia gli operatori sanitari coinvolti
nella sperimentazione stessa al riparo dal rischio di irrogazione delle sanzioni
previste dalla norme vigenti e consenta di mantenere l’iniziativa in un ambito di
sostanziale rispetto degli impegni che lo Stato ha assunto con le convenzioni internazionali
in materia di stupefacenti.
Sono certa che anche Tu, come me, avresti serie perplessità nel realizzare una sperimentazione
incentrata sul consumo, in locali controllati, di eroina acquisita dai tossicodipendenti
sul mercato illecito e da loro stessi portata nella sala di somministrazione.
Infatti, benché questa fattispecie, come è noto, sia quella già realizzata nelle
esperienze di altri Stati, appare difficile superare il disagio che la stessa suscita,
sia perché non è idonea a scalfire l’illegalità del mercato delle sostanze, sia
perché rende più difficile un efficace controllo sulla quantità e, soprattutto sulla
qualità degli stupefacenti assunti, con maggiori rischi per i tossicodipendenti.
Ritengo senz’altro più utile, sotto il profilo sanitario, una sperimentazione
– certo più ardua e complessa ma anche ben più significativa – che affidi a personale
sanitario specializzato il compito di consegnare in modo controllato l’eroina e
poi assistere e monitorare nel tempo il tossicodipendente.
L’impatto di questa soluzione sulla normativa vigente, peraltro, è assai più pesante,
a cominciare dalla individuazione delle modalità con cui la struttura sanitaria
viene a disporre della sostanza stupefacente. Ma credo che l’importanza della posta
in gioco giustifichi un forte impegno da parte delle istituzioni.
Per procedere concretamente sul terreno della fattibilità, si potrebbe istituire
un gruppo di lavoro misto fra i tecnici del Ministero e quelli del Comune di Torino
e della Regione, che, anche con il sostegno tecnico dell’Istituto Superiore di Sanità,
possa, dopo aver approfondito le esperienze straniere, individuare le linee essenziali
di una possibile proposta di disciplina della sperimentazione, da sottoporre al
legislatore”.
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