© Paola Monti - Pubblicata il 14/11/2007
“E' un piccolo grande evento”, con queste parole il ministro delle telecomunicazioni, Paolo Gentiloni, ha commentato l’imminente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (il prossimo 16 novembre) del provvedimento che dà il via alle gare per le frequenze televisive.
Il bando, in particolare, riguarda 108 frequenze sul totale di 24.680 e, pur ammettendo che si tratta di “una modica quantità”, Gentiloni ha sottolineato che in Italia “si afferma per la prima volta un principio diverso dopo vent'anni di interventi normativi che hanno fotografato la realtà esistente e favorito una situazione di occupazione totale dello spettro frequenziale, indirettamente oggetto della procedura di infrazione europea che grava sul nostro Paese”: “Le frequenze tv sono una risorsa pubblica e soprattutto quelle libere vanno gestite con procedure pubbliche e trasparenti”, ha annunciato il ministro.
Gentiloni ha spiegato che il ministero ha deciso di dare esecuzione alla sentenza
del Tar in favore di Rete A, che si era vista negata dal Ministero la richiesta
di ottenere frequenze non utilizzate.
Gentiloni ha anche spiegato le procedure per aderire al bando: potranno partecipare
alle gare i soggetti che detengono la concessione nazionale, ma non hanno raggiunto
la copertura dell'80% del territorio prevista dalla legge Meccanico (quali La7,
Mtv, Europa 7 e Rete A, appunto) e i 108 impianti saranno divisi in un elenco A
(per le frequenze coordinabili a livello nazionale) e in un elenco B (per le frequenze
già coordinate dalla Conferenza di Ginevra).
Le frequenze nell’elenco A saranno assegnate in seguito ad un esame tecnico in
cui avranno priorità le richieste degli operatori con una minore copertura territoriale,
mentre per quelle nell’elenco B sarà indetta un’asta a titolo oneroso, stabilendone
il valore a seconda del numero dei cittadini “coperti” dall’impianto.
L’assegnazione delle frequenze è prevista per febbraio-marzo 2008 e, come ha spiegato
Gentiloni, rappresenterà “un precedente anche per i passi che faremo con il ddl
di riassetto del sistema tv e con il progressivo spegnimento del sistema analogico
nelle aree all digital, che via via libererà risorse”: “Certo, la giungla delle
frequenze non é finita – ha concluso il ministro - ma almeno vi abbiamo acceso sopra
un riflettore”.
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