domenica, 20/07/2008, 4.30.12 h

NEWSFOOD.com Alimentare

 
 

“I centri di assistenza agricola sono utili agli agricoltori e servono alla società”

Ampia partecipazione all’incontro degli operatori del sistema Caa-Cia a Fiuggi

© CIA.it - Pubblicata il 23/11/2007

 
Stampa l'articolo  Stampa l'articolo   Segnala la notizia  Segnala l'articolo    Invia un commento  Invia un commento    RSS Feed  RSS Feed

Come programmato, si è svolto nell’accogliente cittadina termale di Fiuggi, in provincia di Frosinone, nei giorni 20 e 21 novembre scorsi, il primo incontro degli operatori del sistema Caa-Cia sul tema “I centri di assistenza agricola sono utili agli agricoltori e servono alla società”, con la partecipazione di oltre 300 interessati provenienti da tutte le regioni d’Italia.

Tutta l’attività convegnistica è stata accompagnata dalle note dell’inno dell’Unione europea a significare l’importanza del profondo legame fra le istituzioni, con le quali i Caa operano in stretta sussidiarietà, ed il ruolo di assistenza agli agricoltori nella erogazione degli aiuti comunitari.

In apertura dei lavori, Pietro Palumbo, amministratore unico del Caa-Cia srl ha ricordato come, seppure tra mille difficoltà, la mole del lavoro svolto dal sistema Caa-Cia riguarda circa 300 mila pratiche l’anno che generano una erogazione agli agricoltori di quasi 650 milioni di euro di aiuti comunitari.

“La recente scelta confederale di assegnare al Caa la propria funzione istituzionale di sussidiarietà nella tenuta del fascicolo aziendale e nella compilazione, presentazione e tutoraggio delle richieste di aiuto fino al loro accoglimento, costituendo, invece, per tutti gli aspetti consulenziali Agricoltura è vita associazione -ha detto Palumbo- ci consente di poter svolgere al meglio il nostro lavoro. Per questo riporre in tutti noi una grande fiducia non è vano, anzi ci deve dar modo di cogliere le condizioni favorevoli per migliorare e crescere.”

Palumbo ha poi insistito sull’utilità del lavoro dei Caa nei confronti degli agricoltori che, grazie a questo modello di erogazione, riescono a percepire gli aiuti comunitari in tempi accettabili e sul fatto che, una puntuale e trasparente erogazione degli aiuti, serve alla società nel suo complesso in quanto da una parte sostiene la continuità dell’attività agricola, che è sicurezza alimentare dei cittadini e miglior mantenimento dell’ambiente, e, dall’altra, garantisce il ritorno di ricchezza per tutto il paese che contribuisce in maniera cospicua alla sua appartenenza all’Unione europea.

Domenico D’Amato, direttore del Caa-Cia srl ha approfondito, in maniera puntuale e precisa, la necessità di uniformare, costituire e tenere diligentemente il fascicolo aziendale, sia per adempiere agli obblighi della sussidiarietà che per poter contare su una base informativa necessaria e preziosa per il miglior servizio agli agricoltori e per tutto il sistema CIA, a supporto delle proprie attività di servizio complessivo alle imprese agricole e di politica agricola confederale.

Sull’importanza della completezza dei dati, ha insistito Pino Cornacchia, presidente di “Agricoltura è vita associazione”, che ha presentato lo stretto legame e l’interdipendenza delle attività di consulenza dell’associazione da lui presieduta ed il web-service in via di costituzione da parte del Caa.

Affrontare il contenzioso è una delle priorità dei Caa. Esso, infatti, riguarda diversi aspetti del lavoro, da quello degli agricoltori e dei Caa verso gli organismi pagatori a quello inverso, fino alla questione assicurativa.

Su questi temi Massimiliano Morganti, dell’ufficio tecnico-normativo del Caa-Cia srl, dopo una disamina dello stato del contenzioso verso l’Agea, ha insistito sull’importanza in fase di correttiva di ogni tipo di domanda, di rispettare i termini e le modalità imposte al fine di evitare il passaggio delle pratiche al contenzioso legale o assicurativo, ben più onerosi e complessi.

L’avvocato Enrico Scoccini del foro di Roma e consulente del Caa-Cia srl, ha illustrato l’andamento ed il procedimento dei diversi tipi di contenzioso legale nonché la rinnovata operatività della Camera arbitrale in agricoltura cui si può far ricorso, raccomandando di analizzare il pregresso ed attivare, ogni volta, al più presto, l’intervento legale, anche in presenza di una necessaria valutazione di opportunità da parte degli uffici territoriali e centrale del Caa in maniera da poter condurre a soluzione in tempi normali il contenzioso stesso.

Rossana Zambelli, responsabile Area organizzazione e amministrazione della Cia, ha quindi illustrato la complessa gestione della polizza assicurativa e delle richieste di danno fornendo ai convenuti le modalità organizzative di accesso, mediante l’intervento di una apposita commissione di valutazione, nonché i nuovi criteri di pagamento del premio adottati dalla Cia che fanno entrare nel computo del dovuto, oltre ai dati numerici, anche la sinistrosità delle singole province.

Dopo alcuni interventi, di Francesco Ritrovato dell’ufficio 50 Caa-Cia di Cosenza, Enrico Bergami, responsabile tecnico del Caa-Cia Emilia Romagna, Graziano Scardino, responsabile Caa-Cia di Catania, Giovanni Cera, responsabile del Caa-Cia della Puglia e Davide Vena, responsabile Caa-Cia della Calabria, che hanno tutti sottolineato l’inadeguatezza del compenso concesso dagli organismi pagatori per la tenuta del fascicolo, le difficoltà nella condivisione in tempo reale della comunicazione interna e la necessità di una più diffusa ed efficace formazione degli addetti, Enzo Pierangioli, vicepresidente nazionale Cia ha tratto le conclusioni della prima giornata di lavoro.

Pierangioli ha insistito sullo stretto legame fra tutte le attività confederali, illustrando il precorso innovativo intrapreso dall’organizzazione che, nel rispetto dei relativi ruoli, vuole rilanciare la propria presenza sul territorio a partire da un miglioramento dei servizi offerti alle aziende agricole ed alla affermazione della necessità di specializzazione nei servizi di consulenza.

Alla ripresa dei lavori, nella giornata del 21, Concetta Lo Conte, direttore dell’area pagamenti dell’Agea ha illustrato con chiarezza e dovizia le novità della domanda unica 2008 già in linea per potervi operare, nonché lo stato di attuazione della riformata PAC ed il percorso dei pagamenti delle domande 2007.

Una dimostrazione tecnica della domanda 2008 è poi stata fatta da Alessandro Mucci, dell’ufficio comunicazione e sistema informativo Caa-Cia srl, quindi Enrico Bergami si è soffermato sui numerosi diversi compiti che la pubblica amministrazione sta via via attribuendo ai Caa, come il Psr, il vitivinicolo, l’ortofrutta, l’Uma ed atro, che, se da una parte appesantiscono il lavoro dei Caa, dall’altro ne fanno punto imprescindile per l’applicazione di tutta la politica agricola.

Dopo un intervento di Salvatore Maimone, responsabile Caa-Cia di Enna, che si è augurato che possano essere messi in pagamento i titoli non fissati negli anni precedenti, ma riattivati per il 2007, Giuseppe Politi, presidente nazionale Cia, ha tratto le conclusioni delle due intense giornate di lavoro.

Il presidente Politi, dopo una ampia disamina delle tendenze e delle proposte di politica agricola comunitaria e nazionale, ha voluto sottolineare come l’ampia partecipazione degli operatori Caa-Cia sia testimonianza dell’importanza del complesso lavoro confederale che coinvolgendo oltre 700 mila associati, 300 mila capi azienda e circa 3 mila operatori, consente ogni giorno di aprire una porta in tanti comuni e in tante frazioni del nostro paese per accogliere e dare risposta, a seconda di chi liberamente entra nei nostri uffici, ai problemi delle imprese e ai problemi dei cittadini.

“Ogni giorno -ha detto Politi- mettiamo in campo le nostre professionalità attraverso quelli che sono, anzi siamo, i nostri gioielli di famiglia. Il lavoro che voi fate, che comunque dobbiamo fare, non è solo rivolto alla pubblica amministrazione, perché ci sono 28 euro, che sono pochi e devono essere di più, ma è utile per l’intero sistema agricolo nazionale a cominciare dalla individuazione delle politiche da perseguire”.

“Il vostro lavoro -ha proseguito Politi- è la piattaforma logistica per sviluppare i servizi e le politiche confederali dove tutti siamo importanti e per questo possiamo e dobbiamo fare di più scommettendo su un futuro migliore dell’agricoltura italiana”.

Pubblicità di Google

Stampa l'articolo  Stampa l'articolo   Segnala la notizia  Segnala l'articolo    Invia un commento  Invia un commento    RSS Feed  RSS Feed
 

Se hai trovato interessante questa informazione, ti consigliamo: