domenica, 06/07/2008, 14.43.05 h

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Class action: punto di partenza per un nuovo consumatore

Consumatori oggi: tra le liberalizzazioni e Class Action

“Aprire una nuova via è impresa che solo pochi lungimiranti pionieri sono capaci di condurre in porto. Per questo l’istituzione di un premio intestato a Vincenzo Dona è un gesto che l’intero mondo dei consumatori aspettava”

© CONSUMATORI.it - Pubblicata il 29/11/2007

 
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Appuntamento stamane a Roma con il primo “Incontro Nazionale Consumatori Oggi”, giornata di studio e dibattito sul tema del consumerismo organizzata da Unione Nazionale Consumatori, la più antica organizzazione italiana del settore fondata nel novembre 1955 da Vincenzo Dona.

L’incontro, ispirato al ricordo del fondatore, autentica “voce dei consumatori” e padre del movimento consumerista in Italia, intende offrire un momento di riflessione sul grado di tutela dei consumatori alla presenza, tra gli altri, di un ospite d’eccezione: Ralph Nader, l’avvocato statunitense “padre” della class action d’oltreoceano.

Aprire una nuova via è impresa che solo pochi lungimiranti pionieri sono capaci di condurre in porto. Per questo l’istituzione di un premio intestato a Vincenzo Dona è un gesto che l’intero mondo dei consumatori aspettava”. è quanto dichiara l’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori, ricordando che il Comune di Roma ha già deciso di intestare una via al fondatore del movimento consumerista.

L’ti vedo carico!a scelta... a giugno).duzione ed eventi che ha seguito tutto fin dall'stata concordata in sede preventiva.

L’evento è reso eccezionale dalla presenza di Ralph Nader, giudicato dal Times uno dei cento americani più influenti del ventesimo secolo, due volte candidato alla Presidenza degli Stati Uniti d’America. L’avvocato americano parla del suo attivismo a tutela dei consumatori e affronta il tema della class action (la possibilità cioè per i consumatori di partecipare a cause collettive per ottenere il risarcimento del danno subito da intere categorie di cittadini): “Concentrarsi sul benessere dei consumatori significa migliorare l’economia e valutare se un sistema economico porta benefici ai cittadini. Purtroppo oggi il mercato è a misura delle esigenze di chi vende e non di chi compra, e questo non è positivo. Un esempio: nel mercato dell’automobile non bisogna pensare a quanti veicoli vengono prodotti ma se e come questa produzione migliora il trasporto di massa. E’ necessaria quindi una valutazione critica dello sviluppo economico. .

 

La class action – prosegue Nader - da questo punto di vista rende più facile ai consumatori unirsi contro gli abusi. Abbiamo cominciato 25 anni fa negli Stati Uniti con questa risposta semplice e innovativa per migliorare la qualità della vita dei cittadini, che ha avuto grande successo anche se a volte la stampa europea ne ha denunciato erroneamente alcune storture: a fronte di milioni di dollari pagati dalle aziende ci sono miliardi non risarciti. La class action tuttavia da sola non basta: è necessaria un’educazione che parta dalla scuola e coinvolga anche gli adulti: raccontare quanto di positivo possa realizzare  il business con case history di successo; incoraggiare gli acquisti di gruppo da parte dei consumatori e, soprattutto, creare una rete mondiale tra le associazioni: solo così il consumatore diventerà consumattore”.

A questo proposito, Massimiliano Dona dichiara: “L'introduzione della class action non può più essere fermata perché è la gente a volerla come meccanismo di riequilibrio di un mercato che, a oggi, favorisce nettamente produzione e distribuzione in danno dei consumatori. Il testo è certamente perfettibile, ma le proposte di emendamento non devono mettere a rischio il percorso di approvazione della class action.

L’incontro è anche l’occasione per presentare un’indagine demoscopica di AstraRicerche incentrata su “Speranze e timori del consumatore moderno”. Dalla ricerca, illustrata dal sociologo Enrico Finzi, emerge che il 63% degli italiani non si sente sufficientemente tutelato nei suoi diritti di acquirente/utilizzatore di beni e servizi. Questo in particolare nei settori alimentazione (58%), energia (34%) e salute/sanità (25%). I consumatori che apprezzano il contributo delle associazioni di consumatori chiedono più campagne per informare ed educare i cittadini sui loro diritti (92%), più proposte di leggi a tutela dei consumatori (87%) e più assistenza ai singoli consumatori (87%).

Il campione era stato interpellato anche sulla class action, prima però del suo inserimento nella legge Finanziaria 2008 poi approvata al Senato della Repubblica. La futura possibilità di azione collettiva era nota, a metà ottobre 2007, solo al 28% degli intervistati.

La mattinata vede anche la presenza di Pierluigi Bersani, Ministro dello Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Alessandro Ortis, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Francesco Pizzetti, Garante per la protezione dei dati personali, Guido Alpa, Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Alberto Gambino, Presidente del Comitato permanente per il diritto d’autore, Andrea Mondello, Presidente di Unioncamere ed Ettore Artioli, Vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno.

A parere di Antonio Catricalà, Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato “le liberalizzazioni avviate hanno bisogna di un’attenta manutenzione. La vicenda della portabilità dei mutui dimostra come anche una buona norma può rischiare di essere vanificata da comportamenti non pro-concorrenziali degli operatori. Alla fine, a pagare il conto sono sempre i consumatori. La fotografia che emerge dalla ricerca condotta dal professor Enrico Finzi coincide perfettamente con quanto verifichiamo tutti i giorni al nostro numero verde: c’è una situazione di sfiducia diffusa che ci deve stimolare, tutti, a fare di più e meglio, concentrando gli sforzi nei settori dove i diritti dei consumatori vengono maggiormente calpestati. Per questo ho suggerito un filtro per la class-action: intasare la giustizia civile di migliaia di azioni collettive non ha senso. Io ho candidato la mia autorità a svolgere un filtro preventivo perché abbiamo le competenze necessarie per farlo. L’essenziale è evitare di innescare aspettative che non troverebbero le adeguate risposte. Per questo ritengo che in caso di danno si debba prevedere la class action, in via sperimentale, per tre grandi aree: salute, ambiente, risparmio. è così in molti Paesi europei. Una volta rodato lo strumento si potrà pensare di estenderlo progressivamente ad altri settori”.

Alessandro Ortis, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, nell’esprimere il proprio punto di vista circa le liberalizzazioni che hanno caratterizzato il mercato dell’energia, dichiara: “Ogni iniziativa dell'Autorità per l'Energia ha come obiettivo la tutela dei consumatori. Ancor più ora, con i mercati dell'elettricità e del gas completamente liberalizzati, siamo impegnati nel fornire gli strumenti perché il cittadino possa fare scelte davvero libere e consapevoli, sicure e convenienti. E questo era proprio lo spirito con cui Vincenzo Dona ha portato avanti tutte le sue battaglie: informare per poter conoscere i propri diritti e scegliere liberamente, responsabilmente. Una via che cerchiamo di percorrere con il massimo della coerenza e della dedizione”.

 

Francesco Pizzetti, Garante per la protezione dei dati personali, afferma: “La protezione dei dati personali è oggi una componente essenziale delle tutele riconosciute ai consumatori. Un diritto che i cittadini chiedono con sempre maggior forza di rispettare. Conoscere come vengono trattati i propri dati personali e per quali finalità, decidere a quale uso acconsentire, poter segnalare gli abusi e le violazioni, rappresentano oggi un importante strumento di garanzia a disposizione delle persone.

Consapevole del ruolo che gioca la protezione dei dati nella tutela dei consumatori, il Garante sta sempre di più indirizzando la sua azione non solo verso la difesa del singolo, ma anche e soprattutto verso intere categorie di cittadini e di utenti. Sono testimonianza di questo convinto impegno le “Linee guida” e i provvedimenti generali messi a punto in questi mesi per diversi e delicati settori, come quello delle banche, del recupero crediti, della sanità, della grande distribuzione, così come gli interventi sulla messa in sicurezza delle grandi banche dati, pubbliche e private, sui servizi di massa, l’attività di controllo e sanzione contro le telefonate di disturbo e l’attivazione  di servizi non richiesti da parte dei call center. Da ultimo, l’elaborazione di veri e propri codici deontologici, che fissano tutele e garanzie rigorose, come quello sul credito al consumo. Di pari passo con questo lavoro va l’impegno del Garante per assicurare ai consumatori una sempre maggiore informazione sui loro diritti e su come esercitarli, ma soprattutto per accrescere la loro consapevolezza sul valore dei dati personali, sulle modalità effettive del loro trattamento, sui vantaggi e sui rischi che questo può comportare”.

Alberto Maria Gambino, Presidente del Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore, riflette sulle implicazioni della class action in ambito culturale: “Nel settore dell’industria culturale le applicazioni della class action mi sembrano di straordinaria portata. Potrebbero, infatti, essere contrastate le forme di abuso del diritto a danno della controparte debole. Mi riferisco in particolare alle barriere che vengono talvolta frapposte dai titolari del diritto ai clienti e agli utilizzatori al fine di scoraggiare o comunque ostacolare l’accesso ai contenuti in conformità con le regole del fair use e quindi delle libere utilizzazioni. Penso, poi, alle applicazioni nel contesto frammentato e volatile di diffusione delle opere dell’ingegno consentito dalle nuove tecnologie, specie con riferimento agli illeciti perpetrati attraverso la rete. Sono tutte situazioni che dimostrano come anche nel settore della proprietà intellettuale, e in particolare del diritto d’autore, possa configurarsi una situazione sostanziale di vantaggio di portata superindividuale, concorrente con quelle dei singoli componenti del gruppo degli interessati, che doterebbe la galassia dei fruitori delle opere dell’ingegno di un nuovo formidabile strumento di tutela”.

Ettore Artioli, Vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno, commenta in particolare l’emendamento della finanziaria: “Il testo approvato dal Senato sulla class action rappresenta un atto grave di ostilità all’impresa e rischia di costituire un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro Paese, che già è agli ultimi posti in Europa per attrazione di capitali stranieri. Il fatto poi che il testo non preveda alcuna valutazione preventiva di ammissibilità da parte del giudice, per evitare azioni manifestamente infondate, è di estrema gravità. C'è il pericolo - fa notare il vicepresidente degli industriali - di paralizzare gli uffici giudiziari italiani, che già registrano tempi lunghi e un pesantissimo sovraccarico di lavoro. Il tutto, a spese della collettività e delle imprese”.

Questa la replica di Massimiliano Dona: “Nel merito condividiamo l'opportunità di un filtro che precluda le azioni pretestuose: anzi, se sarà lo stesso giudice a fare questo preventivo esame, il proponente avrà un maggiore peso contrattuale per indurre l'impresa scorretta ad accettare una transazione che eviti i tempi lunghi di un intero processo. Ci stupisce però che Confindustria consideri la class action come una dichiarazione di guerra all'intero mondo imprenditoriale: in questo modo sembra auto-denunciarsi, ammettendo evidentemente che alcune aziende attuano comportamenti scorretti che meriterebbero il ricorso a quello che è solo uno strumento di reazione e non certo di attacco”.

La parte finale dell’incontro è dedicata alla consegna dei premi “VINCENZO DONA”, istituiti da UNC allo scopo di promuovere la conoscenza delle problematiche di consumo nell’ambito delle regole del mercato, del diritto dei consumatori e dei processi informativi.

Queste le categorie previste:

Premio per le personalità che si sono distinte per la loro attività a favore del consumerismo;

Premio Vincenzo Dona, rivolto alle migliori tesi di laurea in materia di tutela dei consumatori;

Premio per il comitato locale UNC che si è distinto per progettualità e attività sul territorio.

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