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Gli effetti in Italia della crisi dei mutui USA

Le banche tendono a non concedere mutui al 100% e salgono gli interessi

Chi ha un reddito basso non riesce comprare casa

© Paola Monti - Pubblicata il 29/11/2007

 
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“Dati alla mano, se fino a giugno le case sotto i 200mila euro rappresentavano il 60 per cento delle compravendite, oggi sono solo il 40 per cento, mentre prima dell’estate gli acquirenti con reddito basso non incontravano particolari difficoltà per ottenere mutui fino al 100 per cento del valore dell’immobile, oggi arrivano al massimo al 70 per cento”.

Lo ha spiegato il presidente di Scenari Immobiliari Luca Bregli, illustrando i riflessi che la crisi del mutui subprime in America ha proiettato nel nostro Paese.
Un altro scacco, dunque, a chi ha definito “bamboccioni” i trentenni che vivono a casa con mamma e papà. Sì, perché oggi è sempre più difficile comprare casa ed i problemi aumentano soprattutto in relazione ai giovani, che rappresentano il target di riferimento per appartamenti di piccole dimensioni, situati in posizioni non centrali e dal costo più contenuto.
Come ha spiegato Breglia, dunque, questo accade perché le banche tendono a non superare la quota del 70% nei prestiti e a concederli meno agevolmente alle persone con reddito basso.

Nel consegue che aumentino le persone che rinunciano all’acquisto perché non dispongono del restante 30% da versare alla banca per aprire il mutuo.
L’altro problema, che è stato evidenziato dall’analista di Nomisma Luca Dondi, riguarda, invece, il calo del potere d’acquisto, che è direttamente proporzionale al forte aumento dei tassi di interesse sui mutui. Per questo motivo i costruttori hanno aggirato il problema: il prezzo delle case non scende, ma vengono introdotte agevolazioni per i pagamenti o promozioni “due per uno” (si acquista la casa ed il box è in regalo).
Le vendite, comunque, sono in calo anche per le fasce medio alte della popolazione, che sono disposte a spendere dai 200 mila euro in su: chi può sborsare tra i 200 mila ed i 350 mila euro (40% del totale), infatti, aspetta di vedere come si evolverà il mercato, mentre chi può spendere più di 350 mila euro, durante la trattativa, riesce ad ottenere uno sconto che raggiunge il 20%.

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