© Paola Monti - Pubblicata il 05/12/2007
L’Antitrust ha inviato una segnalazione al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, al Consiglio Ministri ed al Ministro dell’Economia e Finanze per evidenziare alcune norme restrittive della concorrenza nell’ambito dell’assistenza fiscale prestata ai lavoratori dipendenti ed assimilati, indicando alcune azioni che potrebbero “garantire condizioni di accesso a tali attività non ingiustificatamente discriminatorie, così favorendo un confronto concorrenziale tra operatori anche a vantaggio degli utenti”.
Le norme sotto accusa, in particolare, riguardano le attività di presentazione e liquidazione dei modelli 730, che possono essere svolte dai CAF, dai consulenti del lavoro, dai dottori commercialisti e dagli esperti contabili.
L’Autorità, tuttavia, ha ricordato che già l’art. 35, commi 1, 2 e 3 del D.lgs.
n. 241/97 attribuiva la funzione di rilasciare il “visto di conformità” e la “asseverazione”
ai CAF delle imprese, ai CAF dipendenti, ma anche agli altri soggetti abilitati
alla trasmissione telematica delle dichiarazioni dei redditi indicati all’articolo
3 del DPR 22 luglio 1998, n. 322, ponendo così sullo stesso piano sia i CAF che
i soggetti abilitati alla trasmissione telematica (ovvero a tutti coloro che svolgono
abitualmente attività di consulenza fiscale, pur non essendo iscritti ad albi professionali).
Nel consegue che le attività di presentazione e liquidazione del modello 730 debbano
essere estese “ a coloro a cui l’ordinamento ha riconosciuto l’asseverazione ed
il visto di congruità”, anche perché “l’esclusione di tali soggetti si traduce in
un vantaggio concorrenziale per coloro che invece sono ammessi a svolgere attività
di assistenza fiscale nei confronti dei lavoratori dipendenti attraverso la presentazione
e liquidazione del modello 730, nonché in inevitabili limitazioni all’accesso alle
attività di presentazione e liquidazione dei modelli 730 per quei professionisti
che non rientrano fra quelli espressamente indicati nella normativa vigente”.
L’Antitrust ha anche sottolineato che, pur tenendo conto della necessità dell’Amministrazione
di dialogare con personale competente e qualificato che possa garantire la rapidità
e la correttezza delle operazioni, l’ampliamento dei professionisti competenti a
svolgere le attività relative al 730 non provocherebbe rallentamenti o problemi
di altro tipo.
Al contrario, “una limitazione numerica degli operatori finalizzata alla prestazione,
nei confronti degli utenti, di servizi sempre più efficaci e veloci ed al perseguimento
di obiettivi di maggiore efficienza nella predisposizione dei conguagli dovrebbe
fondarsi su criteri di selezione e di accesso al mercato basati esclusivamente sull’accertamento
del possesso di requisiti di professionalità e di specifiche capacità tecniche e
non sull’appartenenza a determinate categorie professionali”.
L’Antitrust ha concluso la segnalazione ricordando che la modifica della normativa
aumenterebbe la possibilità di scelta del lavoratori dipendenti ed assimilati ed
una maggiore concorrenza del settore.
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