Emilia Romagna
Dalle Regioni / Emilia Romagna - Istituzioni
Governo Emilia Romagna, firmato Patto per l'autoriforma
Siglato accordo tra Regione, Province e Comuni dell'Emilia-Romagna. Il presidente Errani «Più efficacia ed efficienza. Ridurre i costi»
© REGIONE.EMILIA-ROMAGNA.it - Pubblicata il 11.12.07
Emilia Romagna, 10 Dicembre 2007 - Regione, Province e Comuni insieme per qualificare e dare più efficienza al sistema di governo regionale e locale dell'Emilia-Romagna, è questo l'obiettivo del "Patto interistituzionale per l'autoriforma dell'amministrazione, la razionalizzazione delle funzioni, il riordino istituzionale" sottoscritto dal presidente della Regione Vasco Errani, dal presidente dell'Upi Emilia-Romagna Pier Giorgio Dall'Acqua, dal presidente regionale dell'Anci Sergio Cofferati, dal presidente della Legautonomie Gaetano Sateriale e dal presidente dell'Uncem Giovanni Battista Pasini.
«Con questo accordo - ha spiegato il presidente della Regione Vasco Errani -
vogliamo accelerare il processo di autoriforma della pubblica amministrazione, per
dare più efficacia ed efficienza allo svolgimento delle funzioni dei diversi livelli
di governo, costruendo la dimensione territoriale più adeguata , superando eventuali
sovrapposizioni e riducendo i costi. Non è un'operazione demagogica, ma un'azione
fortemente condivisa che si concretizzerà in provvedimenti legislativi, ove necessario,
e in provvedimenti amministrativi per raggiungere entro il 2008 una concreta realizzazione».
Errani ha sottolineato che il «Patto» rappresenta un ulteriore passo in avanti in
una regione già virtuosa nella quale il Bilancio 2008 prevede una riduzione delle
spese generali dal 3,4% al 2,9%.
Illustrando l'iniziativa, l'assessore regionale alla programmazione e autonomie
locali, Luigi Gilli ha detto «è un'assoluta novità nel panorama nazionale il fatto
che l'Emilia-Romagna determini un percorso di lavoro tale da consentire un'autoriforma
della pubblica amministrazione per semplificare la vita ai cittadini».
Approvato dalla Giunta regionale il 5 novembre scorso, il progetto di autoriforma
punta non solo a un contenimento dei costi, così come previsto dal Patto nazionale
siglato a luglio da Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, ma anche
a un più generale processo di riordino e riorganizzazione del sistema di governo
regionale nelle sue diverse articolazioni, per garantire un recupero di efficienza
e di qualità.
Cosa prevede il Patto - Più Unioni di Comuni, per erogare servizi più
adeguati ai cittadini, contenendo i costi. Il Patto prevede l'incentivazione dei
processi di aggregazione delle funzioni tra i Comuni per erogare servizi migliori,
in un ambito territoriale ottimale. Attualmente le Unioni dei Comuni in Emilia-Romagna
sono 12 e rappresentano, specie per le realtà di piccole dimensioni, la soluzione
più adeguata per evitare duplicazioni, sovrapposizioni e realizzare utili sinergie
anche sul piano economico. Il patto prevede tra l'altro che con legge regionale
alcune funzioni amministrative vengano direttamente poste in capo all'Ente locale
associativo.
Il riordino istituzionale riguarda anche la riduzione del numero delle Comunità
montane, il contenimento del numero dei componenti delle relative Assemblee e la
previsione che l'organo esecutivo sia costituito dagli stessi Sindaci. Viene previsto
il divieto di sovrapporre in uno stesso ambito territoriale Unione di Comuni e Comunità
montane.
La riorganizzazione riguarda il sistema delle partecipazioni societarie, degli enti
pubblici sub regionali e del sistema amministrativo. In particolare gli organismi
strumentali della Regione e degli Enti locali che operano nel campo dei servizi
pubblici. Ad esempio gli Ato, le Agenzie di trasporto pubblico locale, i Consorzi
di bonifica e le Acer. In tutti questi casi la riorganizzazione non è solo legata
a obiettivi di contenimento dei costi, ma anche all'individuazione di ambiti più
adeguati di intervento.
Più efficienza, più trasparenza, più partecipazione nei processi decisionali. Ma
partendo dal basso, con un processo di autoriforma che muova dai Comuni stessi,
con il coordinamento della Regione. Selezionando le "buone pratiche", testandole
sul campo, e poi mettendole a sistema. Il Patto compie in questo caso una vero e
proprio capovolgimento di prospettiva e prende atto delle difficoltà che fino ad
oggi hanno incontrato i processi di riforma della pubblica amministrazione concepiti
a posteriori su procedure già codificate. Nuovi assetti organizzativi dunque per
semplificare e innovare gli iter amministrativi a favore dei cittadini, sul modello
di quello che è stato realizzato dal Comune di Reggio Emilia a favore delle imprese.
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