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Il Generale Speciale si è dimesso

Bonaiuti: Speciale denunciò che Visco voleva fermare l'indagine Unipol

Bonaiuti ha quindi paragonato la rimozione di Speciale a quella di Angelo Maria Petroni, membro del consiglio di amministrazione della Rai. In tutti e due i casi, ha sottolineato il portavoce del nostro presidente, la giustizia ha dato torto al ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa

© FORZAITALIA.it - Pubblicata il 17/12/2007

 
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«Sono tecniche di disinformazione per distogliere l’attenzione dal vero obiettivo» e cioè dal fatto che il generale Speciale «denunciò che Visco non aveva voluto riconfermare le persone che indagavano su Unipol» così si è espresso Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, ai microfoni di ’28 minutì su RadioDue, ritornando sul caso del generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale.

Bonaiuti ha quindi paragonato la rimozione di Speciale a quella di Angelo Maria Petroni, membro del consiglio di amministrazione della Rai. In tutti e due i casi, ha sottolineato il portavoce del nostro presidente, la giustizia ha dato torto al ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa.

«Questa di mettere il nome di quelli che salivano sugli elicotteri della Finanza su un giornale e spararlo fuori, sono quelle classiche tecniche di disinformazione, di diversione dell’attenzione da quello che è il vero obiettivo», ha osservato Bonaiuti. E cioè, ha aggiunto, dal fatto che «il generale stesso denunciò, in un’intervista, che il viceministro Visco non aveva inteso promuovere o comunque riconfermare quelle persone che stavano indagando sul caso Unipol». «E Padoa Schioppa, come nei confronti del consigliere della Rai Petroni, si è comportato in una maniera veramente incredibile. Il Tribunale amministrativo prima gli ha dato due schiaffoni sul caso Petroni e poi gli ha dato un altro no definitivo sul generale Speciale. Allora non aveva torto chi con calma e pacatezza lo invitava alla moderazione: non era meglio trovare un accordo sulla Rai?».

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