Politica
Iniziate le dichiarazioni di voto sulla Finanziaria
In arrivo la maxifiducia sulla Finanziaria in Senato
Nel Gruppo Misto prevale il sì, ma prevale il distacco dall'esecutivo
© Paola Monti - Pubblicata il 20.12.07
Sono previste per il tardo pomeriggio le tre "fiducie" che il Senato dovrà votare su altrettanti maxiemendamenti alla Finanziaria: la prima chiamata arriverà dopo le 18:30 e la seconda dopo le 19:30 e la terza è prevista per venerdì mattina. Una lunga notte, dunque, aspetta i senatori e nel frattempo a Palazzo Madama hanno preso il via le dichiarazioni di voto.
Tra i primi a parlare ci sono i diniani, che, dopo settimane di tira e molla, hanno annunciato il voto positivo: "Alla fine, ma con molti distinguo, diremo sì alla fiducia sulla Finanziaria - ha reso noto Giuseppe Scalera - Sul Welfare vedremo". Gli ha fatto eco il senatore liberaldemocratico Natale D'Amico, che ha spiegatocce "la fiducia non è in discussione": "Diamo un giudizio di non soddisfazione - ha puntualizzato D'Amico - ma riteniamo per il Paese pericoloso restare senza Finanziaria in un momento di turbolenza sui mercati finanziari internazionali".
Voterà sì, pur sottolineando di non condividere "alcune cose infilate sotto il tappeto alla Camera", anche il dissidente Fernando Rossi: "Ci vuole un minimo d'attenzione ai problemi reali della gente - ha spiegato - Noi votiamo la fiducia, perché non sappiamo cosa ci aspetterebbe, ma siamo in disaccordo".
Al contrario, l'altro dissidente, Franco Turigliatto (Sinistra Critica) ha annunciato il voto contrario, spiegando che si tratta di un no "del tutto opposto a quello delle destre": "E' una opposizione da sinistra, come ho cercato di evidenziare nei numerosi emendamenti proposti e che sono stati respinti dalla maggioranza", ha ribadito il senatore, aggiungendo: "Una finanziaria che riserva 23 miliardi per le spese militari e per massicci acquisti di armi offensive da guerra non può che avere la mia totale disapprovazione politica e morale".
Tommaso Barbato (Udeur) ha definito "strumentale" "la polemica sulla mancata discussione sollevata dall'opposizione" ed ha spiegato che, al contrario, bisogna "apprezzare la serietà e l'approfondimento con cui è stata discussa la sessione di bilancio": "La fiducia è necessaria solo per una questione di tempo", ha chiarito.
Anche Manzione dirà sì alla finanziaria, ma ha ribadito che "da gennaio ogni forza politica dovrà dichiarare le sue intenzioni".
Nell'esprimere il suo voto favorevole "solo per evitare l'esercizio provvisorio", Domenico Fisichella ha reso noto che il suo "legame con il governo è definitivamente dissolto": "Ho votato a più riprese la fiducia al governo Prodi, alcune volte per convinzione altre per dare tempo di avviare l'azione di governo - ha spiegato Fisichella - Oggi debbo registrare una vastissima serie di insipienze costella la vita dell'esecutivo: non è affatto detto che una crisi di governo abbia come conseguenza lo scioglimento delle Camere".
Proprio riferendosi alle dichiarazioni di voto di Fisichella, Dini e Manzione, Salvatore Cutrufo (Democrazia Cristiana per le Autonomie) ha affermato che la crisi di governo è dietro l'angolo: "Siamo in una fase molto difficile per il Paese e non sto qui a stappare spumante per la caduta del Governo, che accadrà a breve - ha dichiarato - Tutti all'interno del gruppo Misto, da Manzione a Dini a Fisichella, hanno confessato che votano per lealtà, ma è l'ultima volta perché dall'anno nuovo si cambia. Il governo è in volo e non manca molto allo schianto".
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