Alimentare
Il valore del «Made in Italy»
Agroalimentare: è la qualità l'arma vincente per rilanciare la competitività delle imprese sui mercati internazionali
Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime apprezzamento per le affermazioni del commissario Ue Fischer Boel sul valore del "made in Italy". Sono però necessarie misure per ridurre i costi e gli oneri burocratici che oggi pesano sulle aziende
© CIA.it - Pubblicata il 04.02.08
«La strada per rilanciare la competitività del sistema agroalimentare italiano passa necessariamente nella valorizzazione della qualità, e, quindi, non possiamo che condividere le affermazioni del commissario Ue Fischer Boel che ha espresso parole di apprezzamento sul valore del made in Italy» lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
«D'altra parte, proprio la qualità e la distintività del nostro agroalimentare -ha aggiunto Politi- sono gli elementi fondamentali sui quali puntare per aggredire sempre di più i mercati esteri. E le parole del commissario Fischer Boel confortano la nostra azione per rilanciare il sistema attraverso politiche e misure realmente incisive».
«Indubbiamente -ha rilevato il presidente della Cia- il problema della competitività è tutto interno al nostro Paese. Dobbiamo, quindi, muoverci in maniera adeguata sgombrando il campo dai tanti ostacoli. La qualità è basilare, ma è altrettanto vero che sulle imprese agricole pesano oneri, sia economici che burocratici, che si dimostrano frenanti e impediscono molte volte di conquistare spazi sui mercati. Allora, muoviamoci lungo precise direttive e facciamo in modo da rilanciare e potenziare il 'made in Italy'. Le puntualizzazioni del commissario Fischer Boel ci stimolano ad operare lungo precise direttive, attraverso un propulsivo impegno e scelte realmente condivise. In questo senso la Conferenza nazionale sull'agricoltura rappresenta uno snodo cruciale».
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