© CIA.it - Pubblicata il 06/02/2008
Dalla stalla alla tavola il prezzo della carne lievita di 5/6 volte, mentre i consumi crollano in maniera verticale, ma la spesa degli italiani continua a salire, gli allevatori, dal canto loro, registrano un forte aumento dei costi di produzione (più 8,5 per cento nel 2007 rispetto al 2006) e i listini alla produzione segnano un deciso ribasso (in media 5,5 per cento).
Riduzioni che, invece, non influiscono sul dettaglio dove si hanno rincari sempre più consistenti e ingiustificati. E’ quanto sottolineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori nel corso dell’incontro convocato da «Mister prezzi» sugli aumenti che si sono verificati nel settore delle carni.
Lungo la filiera -evidenzia la Cia- i prezzi si gonfiano a dismisura. Dal produttore allo scaffale dei mercati la carne bovina cresce del 450 per cento, quella suina del 570 per cento, il pollame del 415 per cento, i conigli del 430 per cento. Per non parlare poi dei salumi, il cui prezzo aumenta dalla stalla di dieci volte, e dei prosciutti che arrivano anche a venti volte.
Incrementi del tutto ingiustificati e alimentati da speculazioni che -avverte la Cia- hanno provocato nel 2007 una drastica diminuzione dei consumi: la carne bovina registra un calo del 4,5 per cento, quella suina meno 4,6 per cento, i conigli meno 3,8 per cento, i salumi meno 1,5 per cento. A crescere sono solo gli acquisti di pollame (più 6,2 per cento). Ma questa è una situazione particolare: il settore agricolo viene, infatti, dalla «debacle» causata dalla psicosi dell’influenza aviaria che, a suo tempo, aveva determinato flessioni nelle vendite anche del 30 per cento.
Tali aumenti -rimarca la Cia- non appaiono in linea con il mercato, poiché alla produzione i prezzi, nello scorso anno, sono diminuiti costantemente: per la carne bovina meno 6,4 per cento, per i suini meno 10,5 per cento, per i conigli meno 10,2 per cento, per l’agnello meno 3,6 per cento. In crescita soltanto i prezzi dei polli (più 4,3 per cento), ma in questo comparto è da mettere in conto il problema dell’aviaria.
Nel ricordare che gli acquisti di carne incidono per circa un quarto della spesa mensile alimentare delle famiglie italiane (470 euro), la Cia ribadisce l’esigenza di intervenire al più presto per frenare una corsa al rincaro che sta provocando pesanti ripercussioni per i consumatori, che vedono ogni giorno di più ridurre il loro potere di acquisto. Sta di fatto che nel 2007 il consumo pro-capite di carni è stato pari a 88,5 Kg., mentre nel 2005 era di 91,3 Kg. Non solo. Questi aumenti vertiginosi danneggiano anche i produttori che sono costretti a registrare pesanti costi a livello aziendale. Lo scorso anno, ad esempio, i mangimi sono cresciuti di oltre il 15 per cento e il caro-gasolio ha avuto un incremento, rispetto al 2005, del 38 per cento.
La Cia, quindi, richiama l’attenzione sulla necessità di una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi. Da qui l’invito al garante di intervenire con tempestività e fermezza nel segnalare squilibri di mercato che provocano effetti negativi sia sui consumatori che sugli allevatori. Nello stesso tempo, sottolinea l’esigenza di un rapporto più stretto e più organico nella filiera agroalimentare. Esigenza, questa, per contrastare tutti quei rincari, dalla stalla alla tavola, che penalizzano il settore e costringono i cittadini a tagliare gli acquisti di carne.
In questa ottica la Cia evidenzia l’importanza di creare Osservatori dei prezzi sia a livello regionale che nazionale, in modo di avere un monitoraggio costante del mercato e un’informazione in tempo reale. Questo per poter intervenire in maniera rapida e sgombrare il campo da eventuali rincari ingiustificati e da manovre speculative.
Settore carni
Prezzi all’origine 2007 su 2006 Var.%
Agnello -3,6
Carne bovina -6,4
Conigli -10,2
Polli +4,3
Suini -10,5
Aumenti dalla stalla alla tavola
Carne bovina +450%
Maiale +570%
Conigli +430%
Polli +415%
Consumi 2007 su 2006 Var.%
Carne bovina -4,5
Maiale -4,6
Salumi -1,5
Conigli -3,8
Polli +6,2
Consumo pro-capite di carne nel 2007
88,5 Kg. (nel 2005 era di 91,3 Kg.)
Spesa alimentare mensile della famiglia italiana
470 euro (di cui 110 euro per l’acquisto di carne)
Costi di produzione per gli allevatori nel 2007
+8,5% (di cui +15% per l’acquisto di mangimi e +38% a causa del caro-petro
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