© FORNAIOAMICO.it - Pubblicata il 13/02/2008
La Russia è un mercato in piena espansione, l'Italia è sinonimo di artigianalità e qualità , coniugando le due cose si capisce da subito come il protocollo d'intesa siglato tra la Federazione italiana panificatori e l'Associazione russa dei panificatori e dei pasticcieri (RBC, Russian Guild of Bakers and Confectioners) ha davanti a sé un futuro radioso.
L'accordo è stato firmato la scorsa settimana dal presidente federale Edvino Jerian con il suo omologo russo Yuri Katsnelson.
Gli obiettivi che si propone di raggiungere il protocollo d'intesa sono molteplici. Il primo è quello di dare vita a un forum italo-russo sulla panificazione. Forum che sarà occasione per analizzare e scambiare le diverse esperienze in materia e permetterà una maggiore cooperazione internazionale fra le due associazioni. Secondariamente, grazie all'accordo, da parte italiana si vuole aprire un canale commerciale importante che consenta alle aziende italiane che fanno parte della filiera del pane, della pasticceria e pizzeria (produttori di materie prime, di forni, macchine e impianti) di presentarsi sul mercato russo per sondare la possibilità di esportare il prodotto italiano. Da parte russa c'è, invece, la volontà di acquisire competenze e tecniche riguardo un mondo, quello dell'arte bianca, in cui gli italiani sono riconosciuti maestri a livello mondiale.
L'appuntamento con il 1° Forum della panificazione Italo-Russa che si terrà a Mosca dall'8 all'11 aprile nell'ambito del Salone della Panificazione. Vi prenderà parte una delegazione della Federazione Italiana Panificatori guidata dal presidente Edvino Jerian, insieme ad alcuni componenti del Gruppo Giovani che, oltre a prendere parte attiva al dibattito, allestirà un proprio stand dove saranno mostrate le specialità tipiche del nostro Paese.
Il forum, proprio per trattare in maniera approfondita le questioni tecniche, è stato pensato alternando dibattiti a dimostrazioni pratiche. Una prima parte sarà così dedicata alle caratteristiche principali dei prodotti italiani e alle metodiche di lavorazione che saranno mostrate in diretta dai delegati italiani. Successivamente, si passerà ad illustrare la cultura del pane in Italia e lo stesso sarà fatto dai rappresentati russi per il loro Paese. Saranno presi in considerazione gli aspetti nutrizionali del pane e il suo ruolo basilare per una corretta alimentazione. A questo proposito, una parte del forum sarà proprio dedicata all'utilizzo del pane come profilassi. Infine, verrà analizzato in dettaglio il mercato russo della panificazione e saranno illustrate le modalità per investirvi. All'incontro parteciperanno, oltre agli esponenti della Duma (il Parlamento russo), anche i rappresentati del governo, delle camere di commercio locali e dell'ambasciata italiana a Mosca.
Se in questo primo appuntamento, per quello che riguarda le tecniche di lavorazione e i prodotti, saranno gli italiani a «farla da padrone», i russi faranno lo stesso a Roma nel 2009.
Infatti, l'idea alla base dell'accordo è proprio quella di effettuare una sorta di «scambio interculturale» fra i due Paesi con cadenza annuale. Così l'anno prossimo vedrà giungere nel Bel Paese una delegazione russa che spiegherà in dettaglio le proprie tecniche di lavorazione del pane e scoprirà il mercato italiano.
Il presidente federale Edvino Jerian, una volta che l'accordo è stato siglato, non ha mancato di esprimere la propria soddisfazione. «Anche se la Russia è un Paese geograficamente lontano dall'Italia», ha dichiarato Jerian, «i punti di comune interesse sono molti a partire dalle questioni riguardanti il mercato del grano, fino a quelle che vedono i rifornimenti energetici elemento cruciale per i panificatori di entrambi i Paesi. I nostri colleghi russi stanno attrsversando una difficile transizione da un mercato statale e protetto a un'economia di mercato che vede necessariamente lo sviluppo di nuove piccole imprese e, in tal senso, la panifiacazione italiana rappresenta sicuramente un forte riferimento».
«Siamo orgogliosi», ha concluso il presidente, «di essere in prima persona organizzatori di una importante missione commerciale che apreall'industria italiana nuove opportunità di export».