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Presentato a Milano sondaggio Demoskopea per Assobiotec

«Percezione degli OGM presso i maiscoltori lombardi»

Il 67% pronto a coltivarli da subito

© ASSOBIOTEC.it - Pubblicata il 21.02.08

 
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Milano - Il 67% dei maiscoltori lombardi si dice pronto a coltivare Organismi geneticamente modificati, il 74% è a favore delle sperimentazioni in campo aperto di Ogm per capirne i reali benefici, è questa in breve la fotografia della percezione degli Ogm presso i maiscoltori lombardi scattata da un sondaggio realizzato su un campione rappresentativo di 532 aziende agricole da Demoskopea per Assobiotec, l'Associazione per lo sviluppo delle biotecnologie costituita in seno a Federchimica.

«Emerge - sostiene Elisabetta Brambilla, coordinatrice dell'indagine - un tessuto agricolo lombardo aperto all'innovazione e alle biotecnologie». Secondo l'80,6% dei maiscoltori «è assurdo proibire di coltivare Ogm e importare Ogm sotto forma di mangimi». Il 75,9% «si sente ingiustamente penalizzato rispetto ai colleghi di altri paesi». Il 75,6% considera gli Ogm «strumento di innovazione dell'agricoltura». E ancora il 74,8% ritiene comunque che «ogni agricoltore dovrebbe essere libero di scegliere cosa produrre».

«Il sondaggio realizzato da Demoskopea - dichiara il presidente di Assobiotec, Roberto Gradnik - ci consegna uno spaccato di paese molto più moderno, avanzato e consapevole di quanto fingano di credere parti del mondo politico e delle associazioni agricole, che sugli Ogm continuano a portare avanti una posizione di pregiudiziale e ideologica chiusura».

«Il mondo produttivo - secondo Gradnik - conferma il proprio dinamismo e la propria capacità di innovazione, perché è consapevole che si tratta delle uniche due chiavi per competere su mercati sempre più aperti alla concorrenza internazionale».

«Chi si trova tutti i giorni a combattere contro i danni causati dai funghi e dai parassiti sui propri prodotti - sostiene Gradnik - non può che non vedere favorevolmente i rimedi offerti dall'innovazione biotecnologica. Il mais geneticamente modificato non solo non comporta alcun rischio per la salute umana e animale, ma anzi è più salubre, perché ha un contenuto di micotossine sei volte inferiore rispetto al mais tradizionale, e conveniente dal lato economico, perché garantisce una produttività maggiore».

«Per questo motivo - conclude il presidente di Assobiotec - confidiamo che coloro che hanno responsabilità legislativa a tutti i livelli vogliano finalmente far cadere il muro di ostilità ideologica nei confronti degli Organismi geneticamente modificati, a partire dalla possibilità di sperimentazione in campo. A chiederlo non è solo l'industria, ma anche il mondo agricolo».

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