© MINCOMES.it - Pubblicata il 25/02/2008
«Molto positivo l’inizio dell’anno per il made in Italy nonostante il rallentamento della congiuntura mondiale, l’eccessivo apprezzamento dell’euro e il caro petrolio, a gennaio, con uno sprint davvero sorprendente l’export è cresciuto del 18,3%», è quanto afferma Emma Bonino, Ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee commentando i dati Istat relativi agli scambi commerciali a gennaio con i paesi extraeuropei.
«Un balzo in avanti del nostro export» - ha proseguito il Ministro - «che ha permesso un saldo della nostra bilancia commerciale con i Paesi extra UE a gennaio 2008 sostanzialmente sugli stessi livelli del gennaio 2007. E, questo, è avvenuto nonostante un peggioramento del saldo per i minerali energetici». Ancora una volta straordinaria è stata la performance dei settori produttivi soprattutto di quelli manifatturieri, grazie ai quali il saldo della bilancia, al netto dei minerali energetici, è migliorato di oltre 1,2 miliardi di Euro rispetto a gennaio 2007.
«Anche se i dati di un solo mese vanno sempre valutati con molta cautela» - continua il Ministro Bonino - «appare davvero sorprendente la dinamica delle macchine e degli apparecchi meccanici, vera punta di diamante del Made in Italy.» L’export di questo settore è cresciuto infatti del 23,5% con un saldo attivo a gennaio di quasi 2 miliardi di euro. Ma anche i mobili hanno fatto la loro parte con una crescita delle esportazioni del 20,7% così come i prodotti alimentari e vini (+ 19,3%), il tessile - abbigliamento (+16,9%) e le pelli - calzature (+10,2%)». Per quanto riguarda i mercati di destinazione, le esportazioni italiane, dopo la pausa di dicembre, hanno ripreso a crescere a pieno ritmo verso la Russia (+29,6%), i paesi OPEC (+34,5%), la Turchia (+35%), i paesi del Mercosur (+79,3%) e la Cina (+26,6%). Positivo – nonostante il caro euro – anche il mercato americano che ha registrato un +10,5%.
«Appare evidente che il made in Italy sta sempre di più virando verso nuove rotte commerciali, verso paesi con forti tassi di crescita, Cina e Russia tra tutte, che alimentano la domanda dei nostri prodotti. È un segnale di vitalità delle nostre imprese», conclude il Ministro Bonino, «che dimostrano di avere una significativa capacità dinamica, che stanno cogliendo pienamente i risultati della ristrutturazione degli scorsi anni, e che hanno saputo seguire con determinazione anche le linee di indirizzo di politica commerciale che questo governo ha profuso in oltre 20 mesi di attività , facendo vedere chiaramente come la internazionalizzazione e la globalizzazione sono fattori positivi per la crescita».