© PARTITODEMOCRATICO.it - Pubblicata il 26/02/2008
Un atto dovuto, che certifica l’illegalità del ‘parmesan’ venduto in tutto il mondo, ma una decisione incompleta, che incomprensibilmente non riconosce l’obbligo di ogni singolo Paese europeo a contrastare l’agro-pirateria sul proprio territorio».
Roberto Della Seta, dell’esecutivo nazionale del Partito Democratico, commenta così la sentenza della Corte di giustizia europea che fissa il divieto a vendere come «parmesan» il parmigiano reggiano ma assolve la Germania per non contrastare questa forma di agro-pirateria che danneggia gravemente una delle produzioni italiane di qualità più rinomate.
«Del resto – afferma ancora Della Seta – il falso parmigiano è solo la punta più vistosa di un gigantesco iceberg: nel mondo il fatturato di cibi e alimenti ‘italian sounding’, che cioè si appropriano indebitamente di nomi made-in-Italy e in particolare di marchi Dop e Igp, vale oltre 50 miliardi di euro, più della metà dell’intero fatturato agroalimentare del nostro Paese. Per l’Italia l’agroalimentare di qualità è uno dei terreni più strategici di sviluppo e di competizione globale, è un nostro interesse prioritario che nelle sedi multilaterali come il Wto e anche nelle relazioni bilaterali il futuro governo ponga con forza l’esigenza di regole certe e condivise contro l’agropirateria».