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Per la prima volta dal 2000 il rapporto Deficit/Pil è sotto il 2%

Conti pubblici: il deficit scende sotto il 2%

L'Ue conferma l'uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione. Saldo primario cresciuto al 3,1%, pressione fiscale in aumento per via degli ottimi risultati della lotta all’evasione fiscale. Padoa Schioppa: ora è possibile abbassare ulteriormente le tasse, ma prosegua il controllo della spesa

© GOVERNOINFORMA.it - Pubblicata il 29/02/2008

 
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L’Istat ha pubblicato oggi i dati sull’andamento dei conti pubblici, che confermano il progresso che l’Italia ha compiuto nella riduzione del Deficit e della spesa pubblica, il rapporto Deficit/Pil infatti si attesta all’1,9% per l’anno 2007, confermando un trend in forte discesa iniziato nel 2006, dopo aver registrato un picco nel 2005 superiore al 4%.

Mentre l’avanzo primario si attesta al 3,1%, crescendo sensibilmente dall’anno precedente (pari all’1,3%), e ancora di più rispetto al 2005 (pari allo 0,3%).

Dati migliori delle aspettative. Il Ministro dell’Economia, Padoa-Schioppa, afferma che «i dati sull'andamento del rapporto deficit-pil e sull'avanzo primario nel 2007 sono particolarmente soddisfacenti e confermano la validità della linea di politica economico perseguita dal governo Prodi. Nonostante una crescita nel 2007 inferiore alle previsioni, il peso del deficit è nettamente inferiore sia dell'obiettivo fissato nel 2005 per l'Italia in sede europea (2,8%) sia a quello assunto nel luglio scorso (2,4%). Il valore di questo risultato è accresciuto dal fatto che nel 2007 sono stati compiuti importanti interventi di bilancio in materia di spesa sociale e di investimenti in infrastrutture».

Tasse e lotta all’evasione. Il Ministro continua affermando che i dati sui conti pubblici diffusi dall'Istat confermano la possibilità di proseguire e di rafforzare la politica di riduzione delle tasse e che «il limitato aumento della pressione fiscale - continua il Ministro - si spiega non con nuovi oneri tributari, bensì col successo nella lotta all'evasione, che conferma la possibilità di continuare la riduzione delle imposte compiuta già nel 2007 e di rafforzarla in futuro». In ogni caso, prosegue, «ora è quanto mai necessario perseverare nel controllo della spesa che, insieme con l'aumento della produttività nel settore pubblico, è la chiave per rilanciare la crescita economica» anche perché «il quadro dell'economia mondiale va peggiorando e anche per l'Italia si è aperta una fase delicata. Il nuovo scenario è un motivo in più per tenere ferma l'attuale disciplina di bilancio, realizzare il pareggio dei conti nel 2011 e accelerare la riduzione del debito pubblico».

Unione europea. Dall’Ue intanto Almunia, il Commissario dell’Ue agli Affari economici e monetari, si congratula con il Governo italiano per l’opera di risanamento dei conti pubblici, affermando che «l'Italia e' incoraggiata a perseguire questa sana strategia in modo da portare il debito su un percorso discendente in modo fermo e a bloccare le necessarie risorse di bilancio per  aumentare la crescita potenziale». Nella nota infine si sottolinea che «alla fine di aprile, una volta che la Commissione avrà le cifre finali di Eurostat e delle previsioni economiche di primavera, indicheremo la conclusione della procedura per deficit eccessivo».

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