Economia
Cooperazione: Viridarium
Viridarium: dal settore dei fiori un positivo esempio di internazionalizzazione
Il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni ha presentato con queste parole il consorzio florovivaistico Viridarium Italia
© FEDAGRI.CONFCOOPERATIVE.it - Pubblicata il 12.03.08
«Il consorzio Viridarium rappresenta un esempio operativo e strategico di uno degli asset che la cooperazione, da tempo, sta portando avanti, quello dell'internazionalizzazione che, insieme alle integrazioni e all'innovazione costituisce la strategia da perseguire nei prossimi anni».
Il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni ha presentato con queste parole il consorzio florovivaistico Viridarium Italia che, attraverso la società mista Viridarium Hungary ha creato una piattaforma logistica a Budapest, in Ungheria per la commercializzazione e la distribuzione di piante e prodotti vivaistici.
Il progetto è stato promosso da Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare. «Viridarium è un esempio di come la cooperazione si può organizzare per affrontare le nuove sfide - ha detto il presidente di Legacoop Agroalimentare, Luciano Sita- in cui ritroviamo tutti i fattori strategici dello sviluppo: l'integrazione tra aziende, l'ampliamento ed il completamento della gamma produttiva in grado di allargare l'offerta sul mercato e l'internazionalizzazione, quale forma evoluta per affrontare nuovi mercati. Viridarium è, quindi, una risposta a tutto questo con l'aggiunta di un altro importante ingrediente: la capacità di mettere insieme imprese cooperative che provengono da varie e differenti esperienze, sotto il profilo territoriale, e, soprattutto, dell'appartenenza a diverse organizzazioni di rappresentanza ».
«Il peso italiano della floricoltura è molto rilevante - ha aggiunto Bruni - perché tocca il 6% della PLV agricola complessiva nazionale; se si considera che questo risultato viene raggiunto attraverso l'impiego di una superficie che è pari all'1,2% della superficie agricola complessiva, è chiaro che siamo di fronte ad un settore specializzato ad alto valore aggiunto. Per questo settore, da qualche anno è stato costituito dal Ministero delle Politiche Agricole, il Tavolo Verde del florovivaismo, dove sono egualmente rappresentate i diversi comparti; si tratta di un tavolo propositivo e dinamico e di un'esperienza certamente da valorizzare».
E' in atto nel 2008 una rilevazione commissionata dal Ministero dell'agricoltura che fornirà il numero esatto comparto floricolo che dovrebbe attestarsi intorno alle 25.000 aziende, in gran parte costituito da micro e grandi aziende.
«L'impegno finanziario a sostegno di questa struttura, da parte dei Fondi mutualistici che fanno capo alle due organizzazioni promotrici, Coopfond e Fondosviluppo - ha sottolineato Sita- è un'ulteriore conferma del valore strategico che la cooperazione attribuisce alla iniziativa; Viridarium ha potuto contare, inoltre sul valido contributo dell'Istituto per il Commercio con l'Estero (ICE) che ha realizzato, in collaborazione con le Regioni Liguria, Toscana, Lombardia e Piemonte, un progetto promozionale teso alla valorizzazione delle produzioni florovivaistiche italiane».»Riteniamo -ha concluso Sita- che Viridarium possa diventare un punto di riferimento per lo sviluppo di tutto il settore florovivaistico cooperativo che, già oggi, presenta realtà importanti su tutto il territorio e guarda con particolare interesse a questa nuova realtà imprenditoriale».
Dati sul settore florovivaistico italiano
Le Regioni di maggior produzione:
Piante da interno: Lombardia e Veneto.
Fiori recisi: oltre le regioni particolarmente vocate che sono la Liguria (San Remo) e la Toscana (Pescia) sta emergendo il Sud in particolare la Campania, la Puglia e la Sicilia. Fogliame fresco e Fronde verdi (sempre rientranti nel segmento del reciso): Liguria leader di produzione (San Remo).
Vivaismo: Toscana (pistoiese) e Lombardia, (sia per vivaismo in contenitore sia per le alberature). Anche in questo caso la Sicilia e una parte dell'Abruzzo sta crescendo con velocità. Sta emergendo in questi anni e contribuisce a mantenere attivo il saldo della bilancia commerciale la produzione di piante mediterranee che si concentrano nella zona di Albenga, Latina, nelle regioni di Puglia e Sicilia. Si tratta di piante coltivate in modo naturale tipo aromatiche (timo, rosmarino, agrumi in Sicilia, solanum, lantane e bouganville in Puglia e Sicilia).
Le Regioni di maggior consumo:
La regione in assoluto che consuma di più è la Lombardia, al secondo posto c'è l'Emilia Romagna, al terzo Toscana e Veneto a pari merito e al quarto posto il Lazio, prevalentemente per il mercato di Roma. Da uno studio commissionato dalla Regione Lombardia alla Facoltà di Agraria dell'Università di Piacenza risulta che il maggior numero di occupati del settore agricolo proviene dal settore floricolo, (compresi i lavoratori della manutenzione del verde).
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