Economia
Torna l'incubo Euribor per 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile
Tassi: Euribor torna a salire, 4,66% a tre mesi, dal 4,3% di gennaio
Adusbef: «le famiglie subiranno stangata a fine mese da 15 a 20 euro mese, quando pagheranno le rate dei mutui intollerabile divario tassi su mutui e credito al consumo con tassi UE»
© ADUSBEF.it - Pubblicata il 20.03.08
Mentre banchieri con il sigaro acceso non interrompono le partite di bridge, non passa giorno che non si registrano sconquassi e fallimenti mascherati di grandi banche,nonostante le poderose iniezioni di liquidità di FED e BCE che aggravano le turbolenze dei mercati piuttosto che arginarle, con gravissime ripercussioni su 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile, con ulteriori stangate a fine mese, quando andranno a versare le rate dei mutui, oggi è stato il turno di Credit Suisse, che perde l'11 %!.
Al tasso euribor a tre mesi, che continua ad aumentare ed al quale è legato buona parte dei mutui indicizzati, bisogna aggiungere tra lo 0,80 e l'1,30% dello spread (il guadagno delle banche), quindi a fine mese molti mutuatari dovranno mettere in conto rate più pesanti calcolate tra il tasso del 5,45 ed il 5,95 per cento,con aggravi a regime tra 180 euro (15 euro mese) e 240 euro (20 euro mensili) in più l'anno, per ogni mutuo indicizzato di 100.000 euro.
Le misure straordinarie,che hanno assunto una funzione ordinaria dal luglio 2007, varate dalle banche centrali per contrastare la lunga crisi conseguente ai mutui sub-prime ed alla montagna di carta straccia dei derivati (450.000 miliardi di dollari,contro un Pil mondiale di 45.000), non riescono ad arginare crisi monetarie profonde causate da banche di affari con la collusione di banchieri centrali e delle tre sorelle del rating, Fitch,Moody Standard & Poor's, che continuano a pontificare con le consuete «pagelline» di affidabilità sui disastri da loro stessi procurati.
Le pagelline con il massimo di inaffidabilità, Adusbef le ha redatte per le tre agenzie di rating, che hanno avallato comportamenti fraudolenti delle banche di affari dove sono spesso azioniste, per incassare laute provvigioni chiudendo tutte e due gli occhi sui rischi di titoli sub-prime e non solo inserite fuori bilancio e di impossibile esigibilità rifilati ai mercati ed anche ai fondi pensione.
In Italia si fa sempre più acuto il dramma per 3,2 milioni di famiglie, indebitate a tasso variabile per precise responsabilità di banche che hanno raccontato agli italiani la favoletta, amplificata da massa media di proprietà delle stesse banche, secondo la quale i mutuatari avrebbero potuto guadagnare dai debiti come sono i mutui, che non avendo beneficiato della discesa del tasso euribor a tre mesi, attestato a febbraio al tasso del 4,3 %, subiranno a fine mese a valori attuali (con un rincaro dello 0,30%), una botta tra 15 e 20 euro in più al mese per ogni mutuo di centomila euro.
Adusbef, nel ritenere che la spirale al rialzo dell'euribor a tre mesi, che ha superato di 0,66 euro il tasso di riferimento BCE fissato al 4%, non si fermerà ma continuerà la sua corsa arrivando anche a superare il 5%, torna a chiedere ai distratti governi nuovi assetti di stabilità finanziaria, per superare l'accordo di Bretton Woods e gli attuali sistemi instabili di un ordine monetario in mano a pochi oligarchi che giocano a rimpiattino con i destini del mondo, attentano alla sicurezza economica delle famiglie ed alla sovranità degli stati, per ricondurre la finanza derivata speculativa, oggi in mano a banchieri biscazzieri,sotto il controllo diretto degli Stati sovrani.
Poiché la media dei tassi sui mutui nell'area euro è del 5,15 %, mentre in Italia è del 5,78 %, con un divario dello 0,63%, mentre per il credito al consumo la differenza è dell'1,03 %,essendo attestati i tassi in Europa al 6,92% contro il 7,95% dei saggi italiani per alcuni acquisti (senza contare le carte revolving che superano il 21%), Adusbef denuncia ancora una volta il divario dei tassi di interessi tra l'Italia e l'UE che non hanno alcuna giustificazione, se non quella di contribuire a spennare ulteriormente i consumatori ed arricchire banche e banchieri.
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