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Dall’emergenza ad una nuova politica sostenibile delle risorse idriche

Acqua: Autorità unica, efficiente e moderna rete, sviluppo della ricerca

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, la Cia rilancia le sue proposte per una gestione innovativa di un “bene prezioso”. Superare la frammentazione decisionale. Programmazione e coordinamento

© CIA.it - Pubblicata il 21/03/2008

 
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Istituire un’Autorità unica delle acque; modernizzare la rete idrica; riformare i Consorzi di bonifica; promuovere la ricerca sulle tecniche di irrigazione, sulle pratiche agronomiche e su nuove varietà adatte alla scarsità d’acqua, sono queste alcune delle proposte che la Cia-Confederazione italiana agricoltori rilancia alla vigilia della Giornata mondiale che si festeggia domani 22 marzo.

I mutamenti climatici in atto e la scarsa attenzione all’uso razionale delle risorse idriche disponibili determinano situazioni di diffusa emergenza in tema di scarsa disponibilità di acqua ad uso irriguo. Per questo motivo, la Cia -come evidenziato nello stesso Documento di proposte elaborato in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile- evidenzia l’esigenza di una gestione innovativa delle risorse idriche a livello amministrativo, di investimenti aziendali nei nuovi sistemi di irrigazione, di sostegno alla ricerca per la diffusione di coltivazioni agricole meno idroesigenti. Insomma, bisogna uscire dalle logica di emergenza, per avviare organiche politiche sostenibile di natura strutturale.

L’Autorità unica -afferma la Cia- ha come obiettivi principali quelli di superare l’attuale frammentazione decisionale, di promuovere accordi tra i diversi soggetti, di controllare e sanzionare le violazioni, di governare l’equa ripartizione delle risorse idriche per l’uso irriguo, dopo aver soddisfatto il consumo umano, come afferma la legge.
L’agricoltura intende così fare la propria parte, sostenendo che servono una programmazione dell’impiego dell’acqua, il coordinamento dell’uso con gli altri settori, l’ottimizzazione dell’utilizzo idrico e politiche di ambito e di bacino.
Ridurre la vulnerabilità delle risorse idriche e lavorare nelle strategie di adattamenti nel settore agricolo significa -sostiene la Cia- razionalizzare, integrare e rendere efficienti i diversi usi dell’acqua, cioè quelli che interessano l’agricoltura, l’industria, l’energia e la popolazione e questo richiede il contributo del più ampio arco di forze.

Il Piano irriguo è stato rifinanziato, i Piani di sviluppo rurale sono stati approvati, ora occorre concentrarsi -conclude la Cia- sulle priorità e sulle realizzazioni più urgenti: modernizzare la rete, realizzare strutturare per l’accumulo di acqua, piccoli e medi invasi per usi plurimi, avviare l’uso di risorse idriche non convenzionali, controllare gli emungimenti abusivi, diffusione di nuove tecniche di irrigazione, investimenti per il risparmio idrico, predisporre nuove opportunità assicurative.

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