© MEDIAHOOK.it - Pubblicata il 07/04/2008
Milano – Sembra non avere fine la vicenda della gara «Buoni Pasto 4», bandita da Consip nell’aprile 2007 per complessivi 700 milioni di euro e non ancora aggiudicata in via definitiva, ANSEB, Associazione Nazionale Società Emettitrici di Buoni Pasto, non ci sta e dopo la sorprendente sentenza del TAR Lazio, ha deciso di scendere in campo a sostegno dei propri Associati, della Fipe, degli esercenti e dei consumatori depositando un ricorso al Consiglio di Stato, a tutela della trasparenza, della qualità e della regolarità del servizio.
«La decisione del TAR Lazio di accogliere le offerte di due operatori (Qui Ticket Service e Repas Lunch Coupon, entrambi non associati ad ANSEB) dalle quali derivano perdite per milioni di euro potrebbe portare conseguenze devastanti per tutto il settore» dichiara Sandro Fertino, presidente ANSEB. «Si tratta di un vero e proprio attacco alla trasparenza dei rapporti tra società di emissione, datori di lavoro e pubblici esercizi erogatori del servizio. Tali perdite, infatti, verrebbero scaricate sugli esercenti con possibili ripercussioni anche sui consumatori, clienti finali del servizio Buoni Pasto».
«Secondo il TAR Lazio, le offerte in perdita tornerebbero in equilibrio attraverso quelli che le società (originariamente non a caso escluse da Consip) definiscono come «servizi aggiuntivi» prestati alla rete dei ristoratori – spiega Fertino –. In un caso si tratterebbe, addirittura, di pubblicità che dovrebbe (ma non si vede come) essere venduta per milioni di euro sotto forma di coupon inseriti nei carnet di Buoni Pasto».
«La nostra è una battaglia per evitare che vengano ritenute valide offerte che non sono più basate sulle caratteristiche strutturali del core-business» – ribadisce ancora il presidente ANSEB –. Tali offerte, infatti, potrebbero letteralmente sfuggire di mano ed introdurre soluzioni che, dietro un’apparente innovatività, in realtà nascondono un «effetto domino» ai danni degli anelli più deboli della filiera. Occorre invece che le prestazioni offerte alla Pubblica Amministrazione presentino caratteristiche di equilibrio, di serietà e di verificabilità oggettiva».
«Si tratta di una battaglia sostanziale – conclude Fertino –, poiché il riconoscimento di eccessivi ribassi, tanto più se giustificati con elementi del tutto estranei alla natura del servizio, non potranno che peggiorarne la qualità».
L’ANSEB intende difendere la valenza sociale del servizio sostitutivo di mensa e non vuole che, un sistema di regole non corretto si rifletta sui lavoratori-consumatori i quali, in ultima analisi, unitamente agli esercenti, rischiano di essere gravemente penalizzati dalla decisione del TAR Lazio.
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